In questo Anno Santo, potremo fare l’esperienza di aprire il cuore a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali, che spesso il mondo moderno crea in maniera drammatica.
Quante situazioni di precarietà e sofferenza sono presenti nel mondo di oggi!
Quante ferite sono impresse nella carne di tanti che non hanno più voce perché il loro grido si è affievolito e spento a causa dell’indifferenza dei popoli ricchi.
In questo Giubileo ancora di più la Chiesa sarà chiamata a curare queste ferite, a lenirle con l’olio della consolazione, fasciarle con la misericordia e curarle con la solidarietà e l’attenzione dovuta.
Non cadiamo nell'indifferenza che umilia, nell'abitudinarietà che anestetizza l’animo e impedisce di scoprire la novità, nel cinismo che distrugge. 

Apriamo i nostri occhi per guardare le miserie del mondo, le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della dignità, e sentiamoci provocati ad ascoltare il loro grido di aiuto.
Le nostre mani stringano le loro mani, e tiriamoli a noi perché sentano il calore della nostra presenza, dell’amicizia e della fraternità.
Che il loro grido diventi il nostro e insieme possiamo spezzare la barriera di indifferenza che spesso regna sovrana per nascondere l’ipocrisia e l’egoismo. 

È mio vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale.
Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina.
La predicazione di Gesù ci presenta queste opere di misericordia perché possiamo capire se viviamo o no come suoi discepoli
Riscopriamo le opere di misericordia corporale: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti.
E non dimentichiamo le opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti.
(Dalla Bolla ‘Misericordiae Vultus’ promulgata da Papa Francesco in occasione dell’Anno Santo della Misericordia)

Provocato dalla domanda di Pietro su quante volte fosse necessario perdonare, Gesù rispose: « Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette » (Mt 18,22), e raccontò la parabola del “servo spietato”.
Costui, chiamato dal padrone a restituire una grande somma, lo supplica in ginocchio e il padrone gli condona il debito.
Ma subito dopo incontra un altro servo come lui che gli era debitore di pochi centesimi, il quale lo supplica in ginocchio di avere pietà, ma lui si rifiuta e lo fa imprigionare.

Allora il padrone, venuto a conoscenza del fatto, si adira molto e richiamato quel servo gli dice: « Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? » (Mt 18,33).
La parabola contiene un profondo insegnamento per ciascuno di noi. Gesù afferma che la misericordia non è solo l’agire del Padre, ma diventa il criterio per capire chi sono i suoi veri figli.
Insomma, siamo chiamati a vivere di misericordia, perché a noi per primi è stata usata misericordia.
Il perdono delle offese diventa l’espressione più evidente dell’amore misericordioso e per noi cristiani è un imperativo da cui non possiamo prescindere.
Come sembra difficile tante volte perdonare!

Eppure, il perdono è lo strumento posto nelle nostre fragili mani per raggiungere la serenità del cuore.
Lasciar cadere il rancore, la rabbia, la violenza e la vendetta sono condizioni necessarie per vivere felici.
Accogliamo quindi l’esortazione dell’apostolo: « Non tramonti il sole sopra la vostra ira » (Ef 4,26).
E soprattutto ascoltiamo la parola di Gesù che ha posto la misericordia come un ideale di vita e come criterio di credibilità per la nostra fede: « Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia » (Mt 5,7) è la beatitudine a cui ispirarsi con particolare impegno in questo Anno Santo.

La misericordia è la parola-chiave per indicare l’agire di Dio verso di noi.
L'amore, d'altronde, non potrebbe mai essere una parola astratta.
Per sua stessa natura è vita concreta: intenzioni, atteggiamenti, comportamenti.
Dio desidera il nostro bene e vuole vederci felici, colmi di gioia e sereni.
È sulla stessa lunghezza d’onda che si deve orientare l’amore misericordioso dei cristiani.
Come ama il Padre così amano i figli. Come è misericordioso Lui, così siamo chiamati ad essere misericordiosi noi, gli uni verso gli altri.

La Chiesa ha la missione di annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del Vangelo, che per mezzo suo deve raggiungere il cuore e la mente di ogni persona.
La Sposa di Cristo fa suo il comportamento del Figlio di Dio che a tutti va incontro senza escludere nessuno.
Nel nostro tempo, in cui la Chiesa è impegnata nella nuova evangelizzazione, il tema della misericordia esige di essere riproposto con nuovo entusiasmo e con una rinnovata azione pastorale.
È determinante per la Chiesa e per la credibilità del suo annuncio che essa viva e testimoni in prima persona la misericordia.

Il suo linguaggio e i suoi gesti devono trasmettere misericordia per penetrare nel cuore delle persone e provocarle a ritrovare la strada per ritornare al Padre.
La prima verità della Chiesa è l’amore di Cristo. Di questo amore, che giunge fino al perdono e al dono di sé, la Chiesa si fa serva e mediatrice presso gli uomini.
Pertanto, dove la Chiesa è presente, là deve essere evidente la misericordia del Padre. 
Nelle nostre parrocchie, nelle comunità, nelle associazioni e nei movimenti, insomma, dovunque vi sono dei cristiani, chiunque deve poter trovare un’oasi di misericordia.
Vogliamo vivere questo Anno Giubilare alla luce della parola del Signore: Misericordiosi come il Padre. L’evangelista riporta l’insegnamento di Gesù che dice: « Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso » (Lc 6,36).

È un programma di vita tanto impegnativo quanto ricco di gioia e di pace. L’imperativo di Gesù è rivolto a quanti ascoltano la sua voce (cfr Lc 6,27).
Per essere capaci di misericordia, quindi, dobbiamo in primo luogo porci in ascolto della Parola di Dio. Ciò significa recuperare il valore del silenzio per meditare la Parola che ci viene rivolta.
In questo modo è possibile contemplare la misericordia di Dio e assumerlo come proprio stile di vita.
(Dalla Bolla ‘Misericordiae Vultus’ promulgata da Papa Francesco in occasione dell’Anno Santo della Misericordia).

L'architrave che sorregge la vita della Chiesa è la misericordia.
Tutto della sua azione pastorale dovrebbe essere avvolto dalla tenerezza con cui si indirizza ai credenti.
La credibilità della Chiesa passa attraverso la strada dell’amore misericordioso e compassionevole.
Forse per tanto tempo abbiamo dimenticato di indicare e di vivere la via della misericordia.
La tentazione, da una parte, di pretendere sempre e solo la giustizia ha fatto dimenticare che questa è il primo passo, necessario e indispensabile, ma la Chiesa ha bisogno di andare oltre per raggiungere una meta più alta e più significativa.

Dall'altra parte, è triste dover vedere come l’esperienza del perdono nella nostra cultura si faccia sempre più diradata. Perfino la parola stessa in alcuni momenti sembra svanire.
Senza la testimonianza del perdono, tuttavia, rimane solo una vita infeconda e sterile, come se si vivesse in un deserto desolato.
È giunto di nuovo per la Chiesa il tempo di farsi carico dell’annuncio gioioso del perdono.
È il tempo del ritorno all'essenziale per farci carico delle debolezze e delle difficoltà dei nostri fratelli.

Il perdono è una forza che risuscita a vita nuova e infonde il coraggio per guardare al futuro con speranza. San Giovanni Paolo II con la sua Enciclica Dives in misericordia rilevava la dimenticanza del tema della misericordia nella cultura dei nostri giorni: “La mentalità contemporanea, forse più di quella dell’uomo del passato, sembra opporsi al Dio di misericordia e tende altresì ad emarginare dalla vita e a distogliere dal cuore umano l’idea stessa della misericordia”.
Inoltre così motivava l’urgenza di annunciare e testimoniare la misericordia nel mondo contemporaneo: “Essa è dettata dall'amore verso l’uomo, verso tutto ciò che è umano.
Il mistero di Cristo … mi obbliga a proclamare la misericordia quale amore misericordioso di Dio, rivelato nello stesso mistero di Cristo.

Esso mi obbliga anche a richiamarmi a tale misericordia e ad implorarla in questa difficile, critica fase della storia della Chiesa e del mondo”.
Tale suo insegnamento è più che mai attuale e merita di essere ripreso in questo Anno Santo.

Abbiamo terminato con soddisfazione la Sagra paesana, sempre momento di incontro e di festa, ma anche di servizio e di grande generosità fatta di servizio e di tempo donato per gli altri. Dopo tre anni essere tornati a quasi pieni regimi ha offerto alla comunità la possibilità di potersi ritrovare e condividere momenti di serenità e amicizia. Ringraziamo il Signore e anche la Madonna delle Grazie che continua a intercedere per Villafranca e per tutte quelle situazioni e persone che si affidano a lei. La riconoscenza va soprattutto a coloro che in modo volontario e gratuito si sono spesi perché questo evento si potesse dare anche quest’anno. Bravi anche i nostri giovani che sono maturati nella disponibilità e nella responsabilità. Ricordiamo che continua la possibilità di visitare la mostra fotografica su “Don Settimo e Villafranca” nel Salone del Patronato tutte le domeniche mattina o su richiesta, per tutto il mese di agosto fino a domenica 4 settembre.

Dopo un anno di preparazione e aver iniziato solennemente il Sinodo domenica 5 giugno, rimane nell’orizzonte dell’estate questo grande evento diocesano, aiutati anche da qualche notizia che troviamo nel nostro foglietto 7 Giorni. Entro il 5 settembre dovremo individuare le persone che si impegneranno a coordinare (facilitatori) i vari gruppi di discernimento che si formeranno nella nostra parrocchia. Si approfondiranno i temi importanti emersi nel primo anno di dialogo e di confronto, illuminati dallo Spirito. Per questo venerdì 26 agosto alle ore 21.00 si riuniranno in congiunto gli organismi di partecipazione.
Intanto continuiamo a pregare perché il sinodo diocesano porti quel rinnovamento sperato per il bene della diocesi e di tutti i suoi fedeli. Per sentirci uniti in questo cammino di fede e di vita ecclesiale, proponiamo la preghiera pensata per il Sinodo che possiamo fare nostra personalmente o in famiglia:


Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a te, Signore Gesù che riveli agli umili e ai poveri
le tue grandi opere compiute nel silenzio,
lontano dal tumulto dei potenti e dei superbi.
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a Te, Signore Gesù che accogli i vuoti della nostra esistenza
e li trasformi in pienezza di vita.
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a Te, Signore Gesù che susciti stupore nel cuore di chi,
come Maria a Cana di Galilea, si affida alla tua Parola
e crede oltre ogni speranza.
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a te, Signore Gesù che ami teneramente tutti gli uomini
e riversi nei loro cuori i doni del tuo Santo Spirito.
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a Te. Signore Gesù che ci chiami a camminare come Chiesa,
nella ricerca della tua volontà
per ritrovare insieme la gioia del Vangelo.
Gloria a Te Signore Gesù

Caritas diocesana raccoglie donazioni in denaro attraverso le quali portare avanti progetti mirati. Ecco come possiamo contribuire:
1. bonifico bancario (intestato a Caritas – Diocesi di Padova) presso: Banca Etica filiale di Padova IBAN: IT58 H050 1812 1010 00011004 009, causale: EMERGENZA UCRAINA.
2. Per usufruire della detrazione si può fare la donazione all’associazione Adam Onlus tramite bonifico presso Banca Intesa San Paolo IBAN: IT 23 O030 6912 1691 0000 0002 280. Nella causale si inserisca: donazione liberale per accoglienza ragazzi in Seminario da parte di (Nome Cognome + codice fiscale).
E’ sempre attiva anche Caritas parrocchiale per aiutare e supportare le famiglie ucraine arrivate a Villafranca. Per qualsiasi informazione si può chiamare a questo numero di cellulare: 340 244 2356. Per qualche donazione si può passare anche attraverso la parrocchia.

Continuiamo a pregare perché il sinodo diocesano, iniziato ufficialmente domenica 5 giugno, solennità di Pentecoste, porti quel rinnovamento sperato per il bene di tutti i fedeli. Per sentirci uniti in questo cammino di fede e di vita ecclesiale, proponiamo la preghiera pensata per il Sinodo che possiamo fare nostra personalmente o in famiglia:
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a te, Signore Gesù che riveli agli umili e ai poveri
le tue grandi opere compiute nel silenzio,
lontano dal tumulto dei potenti e dei superbi.
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a Te, Signore Gesù che accogli i vuoti della nostra esistenza
e li trasformi in pienezza di vita.
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a Te, Signore Gesù che susciti stupore nel cuore di chi,
come Maria a Cana di Galilea, si affida alla tua Parola e crede oltre ogni speranza.
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a te, Signore Gesù che ami teneramente tutti gli uomini
e riversi nei loro cuori i doni del tuo Santo Spirito.
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a Te. Signore Gesù che ci chiami a camminare come Chiesa,
nella ricerca della tua volontà
per ritrovare insieme la gioia del Vangelo.
Gloria a Te Signore Gesù

Si avvicina la Sagra paesana, sotto l’egida della Madonna delle Grazie: quest’anno inizierà giovedì 4 agosto con una solenne celebrazione in Santuario alle ore 20.30 a cui siamo tutti invitati per affidare a Maria la nostra parrocchia assieme al Consiglio Pastorale e a tutti agli operatori che rendono viva la comunità.
E’ possibile continuare ad iscriversi all’Antica Fraglia: Venerdì 5 agosto dalle 8.30 alle 11.00 e nel pomeriggio dalle 16.00 alle 18.30; Sabato 6 agosto dalle 9.15 alle 11.00 e nel pomeriggio dalle 16.00 alle 18.30; Domenica 7 agosto dalle 8.30 alle 11.00. L’estrazione delle Corone benedette sarà domenica pomeriggio dopo la recita del Rosario alle ore 17.30.
La mostra fotografica su “Don Settimo e Villafranca” sarà visitabile nel Salone del Patronato a partire da domenica 31 luglio e tutte le serate della Sagra.
Per quanto riguarda lo stand gastronomico da venerdì 5 a mercoledì 10 è possibile servirsi tutte le sere dalle 19.00 in poi. Domenica 7 agosto ci sarà per pranzo la possibilità di portare via per asporto previa chiamata telefonica al 3894680948.

Stiamo vivendo un tempo di fatica e di arsura anche per la madre terra che necessita acqua per piante e animali, oltre che per l’uomo naturalmente. Offriamo di seguito una bella preghiera preparata da papa
Paolo VI che possiamo fare nostra per una richiesta corale.

“Dio, nostro Padre, Signore del cielo e della terra (Matth. 11, 25),
tu sei per noi esistenza, energia e vita (Act. 17, 28).
Tu hai creato l’uomo a tua immagine (Gen. 1. 27-28)
perché con il suo lavoro faccia fruttificare le ricchezze della terra
collaborando così alla tua creazione.
Siamo consapevoli della nostra miseria e debolezza:
nulla possiamo senza di te (Cfr. Io. 15).
Tu, Padre buono, che su tutti fai brillare il tuo sole (Matth. 5,45) e cadere la pioggia,
abbi compassione di quanti soffrono duramente
per la siccità che ci ha colpito in questi giorni.
Ascolta con bontà le preghiere a te rivolte
fiduciosamente dalla tua Chiesa (Luc. 4, 25),
come esaudisti le suppliche del profeta Elia (1Rg.17, 1),
che intercedeva in favore del tuo popolo (Iac. 5, 17-18).
Fa’ scendere dal cielo sopra la terra arida la pioggia sospirata,
perché rinascano i frutti (Ibid. 5, 18) e siano salvi uomini e animali (Ps. 35, 7).
Che la pioggia sia per noi il segno della tua grazia e benedizione:
così, riconfortati dalla tua misericordia (Cfr. Is. 55, 10-11),
ti renderemo grazie per ogni dono della terra e del
cielo, con cui il tuo Spirito soddisfa la nostra sete
(Io. 7, 38-39).
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, che ci ha rivelato il tuo
amore, sorgente d’acqua viva zampillante per la
vita eterna (Ibid. 4, 14).
Amen”.

Continuiamo a pregare perché il sinodo diocesano, iniziato ufficialmente domenica 5 giugno, solennità
di Pentecoste, porti quel rinnovamento sperato per il bene di tutti i fedeli. Per sentirci uniti in questo
cammino di fede e di vita ecclesiale, proponiamo la preghiera pensata per il Sinodo che possiamo fare
nostra personalmente o in famiglia:
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a te, Signore Gesù che riveli agli umili e ai poveri
le tue grandi opere compiute nel silenzio,
lontano dal tumulto dei potenti e dei superbi.
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a Te, Signore Gesù che accogli i vuoti della nostra esistenza
e li trasformi in pienezza di vita.
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a Te, Signore Gesù che susciti stupore nel cuore di chi,
come Maria a Cana di Galilea, si affida alla tua Parola
e crede oltre ogni speranza.
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a te, Signore Gesù che ami teneramente tutti gli uomini
e riversi nei loro cuori i doni del tuo Santo Spirito.
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a Te. Signore Gesù che ci chiami a camminare come Chiesa,
nella ricerca della tua volontà
per ritrovare insieme la gioia del Vangelo.
Gloria a Te Signore Gesù

Continuiamo a pregare perché il sinodo diocesano, iniziato ufficialmente domenica 5 giugno, solennità
di Pentecoste, porti quel rinnovamento sperato per il bene di tutti i fedeli. Per sentirci uniti in questo cammino
di fede e di vita ecclesiale, riproponiamo la preghiera pensata per il Sinodo che possiamo fare
nostra personalmente o in famiglia:
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a te, Signore Gesù che riveli agli umili e ai poveri
le tue grandi opere compiute nel silenzio,
lontano dal tumulto dei potenti e dei superbi.
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a Te, Signore Gesù che accogli i vuoti della nostra esistenza
e li trasformi in pienezza di vita.
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a Te, Signore Gesù che susciti stupore nel cuore di chi,
come Maria a Cana di Galilea, si affida alla tua Parola
e crede oltre ogni speranza.
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a te, Signore Gesù che ami teneramente tutti gli uomini
e riversi nei loro cuori i doni del tuo Santo Spirito.
Gloria a Te Signore Gesù
Gloria a Te. Signore Gesù che ci chiami a camminare come Chiesa,
nella ricerca della tua volontà
per ritrovare insieme la gioia del Vangelo.
Gloria a Te Signore Gesù