Siamo in un tempo di inizi e non solo scolastici. Anche la catechesi di Iniziazione Cristiana riprende il suo cammino.
Siamo alla ricerca di nuove disponibilità (come in altri ambiti del resto: in Caritas, in Patronato, nei Cori di animazione Liturgica, nelle pulizie della Chiesa, ecc… fatevi avanti!).
I catechisti saranno i primi a ritrovarsi, sabato prossimo in Santuario alle ore 15.30.
I ragazzi con i genitori sono invitati a riprendere contatto con la Messa domenicale, dopo la pausa estiva…
Faremo i consueti incontri con i genitori gli ultimi di settembre e i primi di ottobre.
L’inizio dell’Anno Catechistico sarà domenica 1 ottobre nella S. Messa delle 9.30.
Il primo di ottobre alle ore 11.00 avremo anche la Cresima dei ragazzi di terza media.
Questa domenica 17 saremo a Rubano per un ritiro di preparazione, anche con i genitori nel pomeriggio.
Un incontro per i genitori e padrini sarà venerdì 29 alle ore 20.30 in chiesa parrocchiale.
Invochiamo tutti lo Spirito Santo perché scenda abbondantemente su questi ragazzi e le loro famiglie.

Dopo la gioia della comunione con Gesù vissuta non solo dai bambini di quarta con i loro genitori, ma da tutta una comunità cristiana che ritrova in Gesù Eucaristia il suo centro vitale, ecco che ci accingiamo a vivere tutti insieme la conclusione dell’anno catechistico, quest’anno in modo nuovo e originale.
Appuntamento per Domenica 28 maggio nella S. Messa della comunità alle 9.30 e poi in patronato con una attività festosa e piacevole con i ragazzi e i loro genitori.
A conclusione un pranzo comunitario offerto dalla parrocchia per tutti coloro che hanno dato l’adesione.
Esprimiamo così la nostra riconoscenza al Signore per tutto quello che ci ha insegnato e abbiamo sperimentato in quest’anno come ragazzi, famiglie e comunità tutta.

Riprendiamo il cammino dei ragazzi cresimati il 9 ottobre, dopo un po’ di pausa, con una serata questa domenica 30 ottobre alle ore 18.00 in patronato con momento ludico e di festa per i ragazzi, fino alle 21.30.
Alle ore 18.00 sono invitati anche i genitori a cui presenteremo il nuovo percorso.
E’ importantissima la presenza di tutti per comprendere la nuova impostazione.
Grazie

Questa domenica prossima 9 di ottobre sarà con noi per la prima volta in forma ufficiale il vescovo di Padova, don Claudio Cipolla che presiederà la celebrazione della Confermazione conferendo la Cresima a 48 ragazzi alle ore 16.00.
Ci sentiamo tutti invitati. E’ l’occasione per accompagnare questi ragazzi verso scelte di vita cristiana importanti e anche per salutare il nostro nuovo pastore.
Invochiamo tutti insieme il dono dello Spirito così necessario!

Abbiamo già iniziato a trovarci questa settimana con i ragazzi dell’Iniziazione cristiana, assestando i vari gruppi e cominciando i diversi percorsi.
In Il cammino lo facciamo insieme, con i genitori e tutta la comunità.
Resta importante l’appuntamento domenicale della Eucaristia, parte integrante del percorso di fede, assieme a ciò che i ragazzi vivono nelle loro famiglie, accompagnati dai catechisti, dentro la comunità.
E’ un fede viva che desideriamo trasmettere che si respira nelle case e si vive nella parrocchia.
Gli appuntamenti per i ragazzi sono indicati anche in agenda (occhio ai giorni e agli orari!)
Ricordiamo che la terza media dopo un po’ di pausa riprenderà fra qualche settimana e che la prima elementare (Prima evangelizzazione) inizierà verso la fine di ottobre con i genitori.

Eccoci ormai alle soglie del grande dono di Gesù, il suo Spirito: è un regalo speciale per 48 ragazzi di terza media ma in realtà è un dono necessario per tutti.
Domenica prossima 9 di ottobre sarà con noi per la prima volta in forma ufficiale il nuovo vescovo di Padova, don Claudio Cipolla che presiederà la celebrazione alle ore 16.00.
Ci sentiamo tutti invitati.
Intanto questa domenica 2 ottobre il secondo gruppo dei ragazzi farà la sua uscita a Cortelà.
I genitori e i padrini invitati per un piccolo momento di preparazione Venerdì sera 7 ottobre alle ore 20.30 in chiesa parrocchiale, con la possibilità delle confessioni.
Le prove dei ragazzi saranno sabato 8 ottobre alle ore 16.30 sempre in chiesa.
Invochiamo tutti insieme il dono dello Spirito così necessario!

In realtà è un percorso che continua e non solo perché è legato agli anni precedenti ma anche perché pure l’estate ha voluto essere un fare passi di vita cristiana anche se in modo distinto e più giocoso come con i campi scuola e con il grest.
Ed eccoci questa domenica a riprendere con nuova forza il percorso di catechesi con la Santa Messa delle 9.30 di questa domenica 25 settembre, invitati speciali i bambini e i ragazzi con i loro genitori.

In settimana saranno proprio i genitori i primi convocati in patronato:

  • martedì 27, 3° elementare - 2° anno discepolato (ore 20.00) e 5° elementare (ore 21.00)
  • giovedì 29, 2° elementare-1° anno discepolato (ore 20.00) e 2° media (ore 21.00)
  • venerdì 30, 4° elementare (ore 20.00) e 1° media (ore 21.00).

​I bambini e i ragazzi inizieranno i loro incontri la settimana successiva.

I primi a ritrovarsi sono i catechisti: l’incontro di programmazione sarà sabato 24 settembre alle ore 15.00 in Santuario. Tutti i ragazzi saranno invitati a partecipare assieme ai loro genitori alla Messa delle 9.30 di Domenica 25 settembre per iniziare ufficialmente l’anno catechistico. Lì ci daremo delle indicazioni per il nuovo anno. In particolare comunicheremo la serata nella quale saranno convocati i genitori per presentare il cammino che faremo insieme a loro e ai loro figli (Martedì 27, Giovedì 29, Venerdì 30 settembre).
 

Il Signore è sempre generoso con noi e i doni sacramentali che molti ragazzi della nostra comunità stanno ricevendo ne sono una conferma tangibile. Questo sabato gli amici del discepolato hanno ricevuto l’abbraccio della misericordia del Padre attraverso il sacramento della riconciliazione. Innescare una dinamica di perdono dentro la nostra vita è di importanza vitale, direi rivoluzionaria per le relazioni e le possibilità di bene che questo favorisce. Imparare a perdonare come il Signore ci perdona immette nella nostra vita quotidiana una carta vincente che ci può aiutare in tante situazioni di stallo o perfino di conflitto. Sentiamo che questa esperienza fa bene ai piccoli e ai grandi, ai ragazzi e agli adulti, percependo, guardandoci attorno, che l’atteggiamento perdonante della misericordia sembra perdere terreno nella nostra società sempre più giustizialista e intollerante. E il prossimo fine settimana un altro grande doppio segno che il Signore pone a favore dei ragazzi dell’Anno dei Sacramenti: ricevere il dono dello Spirito che dà la forza di fare il bene e vivere la Prima Eucaristia nella comunione con il Signore assieme a tutta la comunità credente. Cresima e Comunione sono Santi Segni del Signore che introducono ancor più nell’amicizia con Dio e nel suo amore con e per noi. L’augurio è che i nostri ragazzi percepiscano la grandezza e la bellezza di questi doni che accendono la nostra fede, alimentano la nostra speranza e ci danno la forza di vivere nell’amore reciproco. Sono le virtù teologali che ogni cristiano riceve nel Battesimo e che crescono con la grazia dei Sacramenti che si ricevono nella nostra vita. Sentiamo che la nostra parrocchia è coinvolta con l’esempio e la preghiera perché se Dio ci è Padre, la comunità cristiana è ‘madre’ che ci genera e ci fa crescere nella fede, cioè nella relazione con il Signore che continua a manifestarsi ‘dove due o più si riuniscono nel suo nome’. Pure le famiglie di questi ragazzi hanno un ruolo bello e importante: di accompagnamento, di incoraggiamento perché i loro figli vivano con gioia questi momenti ‘graziosi’ del Signore e possano portare frutto nella loro vita. Tutto il percorso di catechesi sottolinea il ruolo strategico dei genitori che continuano ad essere i punti di riferimento fondamentali dei loro figli e i primi educatori (catechisti) della fede delle nuove generazioni. Li vogliamo sostenere perché sentano che la comunità continua a camminare assieme e accanto a loro.

La sinodalità, il camminare insieme è una vocazione fondamentale per la Chiesa, e solo in questo orizzonte è possibile scoprire e valorizzare le diverse vocazioni, i carismi e i ministeri. Al tempo stesso, sappiamo che la Chiesa esiste per evangelizzare, uscendo da sé stessa e spargendo il seme del Vangelo nella storia. Infatti, «in virtù del Battesimo ricevuto, ogni membro del Popolo di Dio è diventato discepolo missionario (cfr Mt 28,19). Ciascun battezzato, è un soggetto attivo di evangelizzazione» (Evangelii gaudium, 120). Bisogna guardarsi dalla mentalità che separa preti e laici, considerando protagonisti i primi ed esecutori i secondi, e portare avanti la missione cristiana come unico Popolo di Dio, laici e pastori insieme. Tutta la Chiesa è comunità evangelizzatrice.
La parola “vocazione” non va intesa in senso restrittivo, riferendola solo a coloro che seguono il Signore sulla via di una particolare consacrazione. Tutti siamo chiamati a partecipare della missione di Cristo di riunire l’umanità dispersa e di riconciliarla con Dio. Ciascuno di noi è una creatura voluta e amata da Dio, per la quale Egli ha avuto un pensiero unico e speciale, e questa scintilla divina, che abita il cuore di ogni uomo e di ogni donna, siamo chiamati a svilupparla nel corso della nostra vita, contribuendo a far crescere un’umanità animata dall’amore e dall’accoglienza reciproca. Siamo chiamati a essere custodi gli uni degli altri, a costruire legami di concordia e di condivisione, a curare le ferite del creato perché non venga distrutta la sua bellezza. Insomma, a diventare un’unica famiglia nella meravigliosa casa comune del creato, nell’armonica varietà dei suoi elementi. In questo senso ampio, non solo i singoli, ma anche i popoli, le comunità e le aggregazioni di vario genere hanno una “vocazione”.
Quando parliamo di “vocazione”, pertanto, si tratta non solo di scegliere questa o quella forma di vita, di votare la propria esistenza a un determinato ministero o di seguire il fascino del carisma di una famiglia religiosa o di un movimento o di una comunità ecclesiale; si tratta di realizzare il sogno di Dio, il grande disegno della fraternità che Gesù aveva nel cuore quando ha pregato il Padre: «Che tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21). Ogni vocazione nella Chiesa, e in senso ampio anche nella società, concorre a un obiettivo comune: far risuonare tra gli uomini e le donne quell’armonia dei molti e differenti doni che solo lo Spirito Santo sa realizzare. Sacerdoti, consacrate e consacrati, fedeli laici camminiamo e lavoriamo insieme, per testimoniare che una grande famiglia umana unita nell’amore non è un’utopia, ma è il progetto per il quale Dio ci ha creati. (Papa Francesco)

Domenica 8 maggio 2022, in occasione della 59a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, la Chiesa ci richiama in modo particolare a intendere la vita come una chiamata di Dio, una risposta grata all’amore di Dio che sempre ci precede. L’Ufficio della Conferenza Episcopale Italiana per la pastorale delle vocazioni ci stimola a interpretare la vita come vocazione nel senso di un appello a “Fare la storia”, come ad assecondare quella misteriosa azione dello Spirito che tesse le fila della vicenda comunitaria e personale. Non da soli, ma in una fraterna e umana connessione che pandemia e guerra ci risvegliano, siamo chiamati a costruire e disegnare l’esistenza docili allo Spirito. Ci prepariamo ad accogliere il messaggio particolare di Papa Francesco, che nella esortazione post-sinodale Christus Vivit a più riprese ha incoraggiato i giovani: “Lasciate sbocciare i vostri sogni, prendete decisioni”. Invitiamo ogni comunità alla preghiera per le vocazioni. Sono diversi i modi attraverso i quali è possibile servire il Signore e la Chiesa: la via del matrimonio coinvolge ad essere segno dell’amore fedele e fecondo di Cristo; la via della speciale consacrazione fa camminare uomini e donne in un legame di totale ed intima appartenenza al Signore. I giovani attraversano un tempo di grazia per riconoscere, interpretare e scegliere la maniera più affascinante di vivere la propria identità di figli amati da Dio Padre. Nella nostra parrocchia ci daremo delle opportunità di riflessione e preghiera anche comunitarie. Intanto ci invitiamo a unirci con questa preghiera pensa proprio per quest’anno:
Signore, Dio del tempo e della storia, Dio della vita e della bellezza, Dio del sogno e della realtà, ascoltaci, ti preghiamo: insegnaci a tessere e intrecciare trame e ricami d’amore, profondi e veri con te e per te, con gli altri e per gli altri; immergici nell’operosità delle tue mani, nella creatività dei tuoi pensieri, nell’arte amorosa del tuo cuore perché ogni vita annunci bellezza e ogni bellezza parli di te.
Regalaci il coraggio dell’inquietudine, l’intrepido passo dei sognatori, la felice concretezza dei piccoli perché riconoscendo nella storia la tua chiamata viviamo con letizia la nostra vocazione.
Amen.

Ancora riconoscenti per l’esperienza pasquale vissuta, gustata, celebrata e condivisa nella comunità, volgiamo lo sguardo in avanti, sostenuti dalla luce incoraggiante del Signore Risorto.
In realtà, l’incalzare di avvenimenti straordinari sta interrogando seriamente e su più fronti la nostra fede. Ci ritroviamo coinvolti in eventi che sconvolgono l’andamento solito della storia e destabilizzano gli equilibri di benessere materiale, psicologico e spirituale: una crisi economica, le ondate migratorie, una pandemia ed ora una guerra.
E quando ci si trova alla resa dei conti, le domande di senso alzano la mano e interrogano la nostra coscienza. Facciamo appello al nostro sapere, all’esperienza, al buon senso, alle opinioni degli esperti, al parere dei tecnici, al confronto… e anche alla fede.
È in questi momenti che scorgo il mio credere accompagnato da tanti “ma”. Congiunzioni avversative che racchiudono le risposte più spontanee e culturalmente consolidate.
Credo nel Dio della provvidenza ma “meglio una gallina oggi che un uovo domani”, credo nel Dio dell’amore, ma non c’è spazio per tutti; credo nel Risorto, ma la malattia e la morte non hanno senso, credo al Dio della pace, ma la guerra ha le sue leggi.
Nei momenti cruciali, posso sperimentare che credo nel Dio della Vita, ma la mia fede non serve a questa vita. E allora posso lasciarla da parte, oppure posso decidere di usare tutti i “ma” e tradurli da risposte compiute a realtà dubbiose, che accompagnate dall’inquietudine della fede mi permettono di fare verità nei miei pensieri e di orientare alla carità le mie azioni.
Gli avvenimenti straordinari possono, più di ogni altro tempo, essere provvidenza di conversione per trovare anche le risposte della fede alle domande della vita, e possono farci sperimentare la concretezza della nostra fede per noi stessi, nelle relazioni interpersonali e in quelle sociali, politiche ed economiche.
Ecco perché, dopo una quaresima di guerra, che ancora imperversa, vogliamo celebrare assieme il tempo pasquale di quest’anno in compagnia del Dio della pace affinché dispieghi un serio dialogo tra le risposte del mondo e le ragioni della nostra fede.