Questa oscura mondanità in alcuni si manifesta come una cura ostentata della liturgia, della dottrina e del prestigio della Chiesa, ma senza che li preoccupi il reale inserimento del Vangelo nel Popolo di Dio e nei bisogni concreti della storia.
In tal modo la vita della Chiesa si trasforma in un pezzo da museo o in un possesso di pochi.
In altri, la medesima mondanità spirituale si nasconde dietro il fascino di poter mostrare conquiste sociali e politiche, o in una vanagloria legata alla gestione di faccende pratiche, o in un’attrazione per le dinamiche di autostima e di realizzazione autoreferenziale.
Oppure si esplica in un funzionalismo manageriale, carico di statistiche, pianificazioni e valutazioni, dove la Chiesa è come una organizzazione.
In tutti i casi, è priva del sigillo di Cristo incarnato, crocifisso e risuscitato, si rinchiude in gruppi di élite, non va realmente in cerca dei lontani né delle immense moltitudini assetate di Cristo.
Non c’è più fervore evangelico, ma il godimento spurio di un autocompiacimento egocentrico.
In questo contesto, si alimenta la vanagloria di coloro che si accontentano di avere qualche potere.
Quante volte sogniamo piani apostolici espansionisti, meticolosi e ben disegnati, tipici dei generali sconfitti!
Così neghiamo la nostra storia di Chiesa, che è gloriosa in quanto storia di sacrifici, di speranza, di lotta quotidiana, di vita consumata nel servizio, di costanza nel lavoro faticoso.
Invece ci intratteniamo vanitosi parlando a proposito di “quello che si dovrebbe fare” come maestri spirituali ed esperti di pastorale che danno istruzioni rimanendo all’esterno.
Chi è caduto in questa mondanità guarda dall’alto e da lontano, rifiuta la profezia dei fratelli, squalifica chi gli pone domande, fa risaltare continuamente gli errori degli altri ed è ossessionato dall’apparenza.
Ha ripiegato il riferimento del cuore all’orizzonte chiuso dei suoi interessi e, come conseguenza di ciò, non impara dai propri peccati né è autenticamente aperto al perdono.
È una tremenda corruzione con apparenza di bene.
Bisogna evitarla mettendo la Chiesa in movimento di uscita da sé, di missione centrata in Gesù Cristo, di impegno verso i poveri.
Dio ci liberi da una Chiesa mondana sotto drappeggi spirituali o pastorali!
Questa mondanità asfissiante si sana assaporando l’aria pura dello Spirito Santo, che ci libera dal rimanere centrati in noi stessi.
Non lasciamoci rubare il Vangelo!