L'architrave che sorregge la vita della Chiesa è la misericordia.
Tutto della sua azione pastorale dovrebbe essere avvolto dalla tenerezza con cui si indirizza ai credenti.
La credibilità della Chiesa passa attraverso la strada dell’amore misericordioso e compassionevole.
Forse per tanto tempo abbiamo dimenticato di indicare e di vivere la via della misericordia.
La tentazione, da una parte, di pretendere sempre e solo la giustizia ha fatto dimenticare che questa è il primo passo, necessario e indispensabile, ma la Chiesa ha bisogno di andare oltre per raggiungere una meta più alta e più significativa.

Dall'altra parte, è triste dover vedere come l’esperienza del perdono nella nostra cultura si faccia sempre più diradata. Perfino la parola stessa in alcuni momenti sembra svanire.
Senza la testimonianza del perdono, tuttavia, rimane solo una vita infeconda e sterile, come se si vivesse in un deserto desolato.
È giunto di nuovo per la Chiesa il tempo di farsi carico dell’annuncio gioioso del perdono.
È il tempo del ritorno all'essenziale per farci carico delle debolezze e delle difficoltà dei nostri fratelli.

Il perdono è una forza che risuscita a vita nuova e infonde il coraggio per guardare al futuro con speranza. San Giovanni Paolo II con la sua Enciclica Dives in misericordia rilevava la dimenticanza del tema della misericordia nella cultura dei nostri giorni: “La mentalità contemporanea, forse più di quella dell’uomo del passato, sembra opporsi al Dio di misericordia e tende altresì ad emarginare dalla vita e a distogliere dal cuore umano l’idea stessa della misericordia”.
Inoltre così motivava l’urgenza di annunciare e testimoniare la misericordia nel mondo contemporaneo: “Essa è dettata dall'amore verso l’uomo, verso tutto ciò che è umano.
Il mistero di Cristo … mi obbliga a proclamare la misericordia quale amore misericordioso di Dio, rivelato nello stesso mistero di Cristo.

Esso mi obbliga anche a richiamarmi a tale misericordia e ad implorarla in questa difficile, critica fase della storia della Chiesa e del mondo”.
Tale suo insegnamento è più che mai attuale e merita di essere ripreso in questo Anno Santo.