Stiamo camminando verso la Pasqua, in questo tempo quaresimale lo abbiamo fatto accompagnati dalla fede di Abramo, un uomo che ha sperato contro ogni speranza. Il tempo che stiamo vivendo ci sta obbligando a vedere l’invisibile e credere l’insperabile. Ma se ci pensiamo bene è ciò che noi raccogliamo dalla vicenda di Gesù, e in modo ancora più nitido negli ultimi passi dell’esistenza del Cristo, Figlio di Dio e figlio dell’uomo. Ogni anno la Pasqua ci rivela qualcosa di nuovo e ci indica atteggiamenti sempre tutti da imparare, per entrare nel mistero di quell’uomo crocifisso che ha ancora molto da insegnarci nell’affrontare l’arte della vita e cogliere il senso della storia umana. La situazione pandemica prima, la guerra ora, potrebbero portarci allo scoraggiamento e a pensare che l’umanità non ce la farà mai a entrare nella logica divina del vangelo della cura e del rispetto;della pratica della riconciliazione e della pace; delle scelte della misericordia e del perdono.Anche noi, un po’ come le donne piangenti al sepolcro o gli apostoli impauriti rinchiusi nel Cenacolo o i due discepoli di Emmaus con il cuore sconsolato e lo sguardo rassegnato a tal punto di non essere capaci di riconoscere chi hanno accanto, entriamo nel mistero pasquale che celebriamo in questi giorni, mistero di morte e di resurrezione. Mistero di morte. E’ un evento che ci scuote e ci interpella, che ci strappa fuori dalla nostra consueta abitudine ad adattarci ad ogni situazione, sconfinando nella insensibilità e indifferenza. E’ come la morte di una persona cara, che ti fa morire dentro; come una vittima della violenza che suscita compassione e fa scoppiare il pianto; come il sangue innocente e inerme che scatena rabbia e risveglia l’orrore per la cattiveria umana che fa diventare “l’uomo lupo per un altro uomo”, capace dei gesti folli e disumani. Non possiamo glissare troppo facilmente l’incontro con quel crocifisso che ci parla dei troppi crocifissi della storia, anche di oggi. Non possiamo non sostare davanti a quell’uomo della croce, per entrare in quel mistero di male e di amore, di silenzio e di rivelazione, di debolezza e di forza che inonda il nostro cuore e che ci apre lo sguardo sulla vita delle persone e del mondo. Il venerdì santo non è un passaggio sbagliato, un vicolo cieco da cui si deve tornare indietro, è piuttosto la strada della salvezza, la scelta libera di Dio che diventa passione per l’uomo, decisione risoluta di combattere il male con il bene, di vivere il dolore con amore, di combattere la cattiveria e la stupidità umana con la tenerezza del perdono. Questa è la Via Crucis di Cristo, questa è la Via Lucis per noi. Questa è la strada della vita, da intraprendere, da fare nostra. Il magistero universale di Gesù si rende manifesto sopra quel legno:“tutti volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto” (Gv, 19,7). Il mistero della resurrezione parte da lì e sprigiona la sua luce proprio nell’ora più buia della storia. L’umanità non era mai caduta così in basso. L’incomprensione radicale e il rifiuto ottuso della salvezza portata da Dio, in Gesù, non impedisce la possibilità di redenzione, di rinascita dalle macerie del proprio peccato. Questo è l’annuncio esplosivo della Pasqua di Resurrezione. Questa è la forza propulsiva che inonda ancora una volta la nostra vita e la storia di oggi per dirci con fermezza: non arrenderti al male! Non cedere alla violenza! Non credere alla vendetta! Non alimentare l’odio! Non uccidere le persone con le pietre del giudizio e della condanna! Risorgi con gesti di amore! Rinasci con scelte di riconciliazione! Sii artigiano di pace! Riparti con abbracci di perdono! Sentiamo che il mistero pasquale di Cristo che patisce, muore e risorge, continua ad essere il cammino ineguagliabile ma assolutamente necessario da percorrere da tutti e ognuno, non c’è altra strada da fare se non quella indicata da Lui.In questi giorni santi il Signore ci darà sicuramente una forza rinnovata per percorrerla.
Buoni passi pasquali a tutta la comunità cristiana di Villafranca.

Don Giuseppe e collaboratori