"A due a due”: è questo il titolo della 58a Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni che viviamo insieme a tutta la Chiesa nella quarta domenica di Pasqua, un’espressione tratta dall’Esortazione apostolica di papa Francesco sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo (n° 141).
Queste poche parole ci annunciano che possiamo vivere la santità soltanto se camminiamo insieme agli altri, se condividiamo il passo con altri credenti e cercatori di Dio, in una diversità di ricchezze e doni personali ma anche di scelte di vita: è camminando fianco a fianco con credenti sposati, consacrati, missionari, preti, laici impegnati nella vita sociale o dedicati alla Chiesa che matura la vita cristiana di ciascuno, fino ad essere trasparenza del volto di Cristo stesso accanto agli altri. Queste scarne parole, tuttavia, indicano anche la via per ritornare a prenderci cura del dono della vocazione, ossia di quel modo unico e irripetibile con cui il Signore chiama ciascuno a vivere la propria esistenza. Essa non può maturare se non in un contesto comunitario, dove i piccoli particolari regalati dall’impegno di ciascuno manifestano la cura stessa di Dio per il suo popolo e lo rendono presente tra noi. La scelta di vita di un giovane non si fa strada da sé, a tentativi o divorando esperienze, bensì grazie alla testimonianza dei fratelli, alla cura educativa, alla proposta di itinerari di fede seri e concreti che mettano in ascolto delle necessità degli altri, che facciano vibrare di concretezza la Parola di Dio ascoltata in chiesa e meditata nel cuore.
In questo tempo particolare confermiamo tenacemente uno stile di vita autenticamente cristiano, “perché la comunità non è un agglomerato di singoli, ma la famiglia in cui integrarsi, il luogo dove prendersi cura gli uni degli altri, i giovani degli anziani e gli anziani dei giovani, noi di oggi di chi verrà domani. Solo ritrovando il senso di comunità, ciascuno potrà trovare in pienezza la propria dignità” (papa Francesco). Impegniamoci perché l’intera pastorale sia generativa, non tanto un insieme di attenzioni e attività utili a mantenere l’esistente bensì un percorso per dare alla luce credenti, per accompagnare gli adulti a vivere con fede i propri impegni e i giovani nella scoperta di sé e del proprio posto nella comunità e nel mondo. Soprattutto ritorniamo “a due a due” davanti al Signore e guardiamo con i suoi occhi la nostra vita: troveremo tanti volti che l’hanno accompagnata, laici, consacrati, preti, uomini e donne che ci hanno aiutati ad essere ciò che siamo, a riconoscere e vivere la nostra dignità. “A due a due” chiediamogli insistentemente di regalare questa esperienza ai ragazzi e ai giovani delle nostre comunità, perché non manchino loro occasioni, contesti e testimoni che li aiutino ad orientarsi nella vita e farla diventare un servizio gioioso.

 
Ufficio diocesano di pastorale delle vocazioni