La vera grande sfida è rimettere in circolo la fiducia, incoraggiare una fede elementare sul valore e le potenzialità di ogni persona, anche se attraversata da problemi, disagi e insicurezze. La fiducia crea e ricrea ulteriore fiducia in una circolarità feconda e virtuosa. La carità si esprime nel dare e meritare fiducia non perché efficienti, ma in quanto credibili. Con questi atteggiamenti la parrocchia osa proporre a tutti i parrocchiani e residenti nel territorio scelte coraggiose basate sulla fiducia.
Alimentare la preghiera e l’ascolto della Parola per un nuovo alfabeto umano. L’ascolto, la gentilezza, il non giudicare e l’apertura verso gli altri sono doni che vengono dallo Spirito del Risorto. Ci viene richiesto un nuovo alfabeto umano, un reale apprendistato fatto di fraternità, parole e gesti di gratitudine, perdono, misericordia cordiale e correzione fraterna, senza animosità ed esasperazioni. Crediamo nell’opera dello Spirito Santo da invocare continuamente perché ci apra gli occhi, ci ispiri parole e azioni e ci mantenga solidali con gli altri.
Essere “ascoltatori” e “sentinelle attente”. Prima ancora del fare, siamo chiamati ad ascoltare, cogliere, osservare e percepire i vissuti e i bisogni presenti nelle persone, tra la gente e dentro le nostre comunità, a cominciare dalle persone che, magari per la prima volta, si sono trovate in difficoltà. Andranno individuati i modi rispettosi che aiutino le persone a confidare i propri disagi, provando a immaginare con loro risposte adeguate e magari inedite.
Aver cura e prendersi cura. Attraverso segni e parole concrete di vicinanza reciproca vogliamo imparare ad aver cura di noi stessi, delle nostre relazioni e delle persone che ci abitano vicino. La prima forma di carità è sempre tra le persone che si aiutano reciprocamente e insieme si prendono cura del proprio territorio.
Distinguere e inventare. Va distinto quanto è prioritario ed essenziale rispetto alle necessità e alle risorse. Vanno anche introdotti elementi inediti perché nuove sono le condizioni di oggi, che ci chiedono ancora più intuizione e generosità rispetto a quanto si era abituati precedentemente.

"La carità nel tempo della fragilità"