Dopo la pausa estiva e la forzata ‘quarantena’ generale a motivo del Covid 19 sentiamo la necessità di una ripartenza a tutti i livelli. Anche la vita della comunità cristiana e il cammino della fede sente bisogno di nuovo ossigeno. Allo stesso tempo ci rendiamo conto che ‘non può più essere come prima’. Io applico questa espressione al fatto che il periodo acuto della pandemia, con il “lookdown” che ha investito tutto e tutti, è stato un momento di verità: di noi stessi, della nostra fragilità, della nostra società e della sua strutturazione, delle convinzioni profonde prevalenti, ma anche delle paure emergenti, del ruolo della fede nella nostra vita e del rapporto vitale con Dio nelle situazioni e nelle scelte fondamentali dell’esistenza. Da qui dobbiamo ripartire. L’occasione quindi non solo di ricominciare e basta, ma una necessaria riflessione per fare il punto. Cosa ci ha detto ciò che è capitato? E’ stato semplicemente un incidente di percorso? Sta dicendo qualcosa ai nostri stili di vita? E Dio centra con tutto questo? Gli avvenimenti che accadono possono essere veicoli di un messaggio letto alla luce della fede? In fondo il testo biblico, Antico o Nuovo Testamento che sia, accende luci sulla vita delle persone e dei popoli proprio in questo modo. Come comunità parrocchiale non possiamo non fermarci e interrogarci per partire con il piede giusto. Lo faremo a livello di Consiglio Pastorale ma invito tutti i gruppi a fare una riflessione su come costruire in modo nuovo, adeguato ai tempi, i nostri percorsi di formazione e di preghiera, le nostre attività di incontro e di servizio. Quello che è chiaro è che vanno rispolverate le motivazioni di fondo e gli obiettivi del nostro essere comunità credente in questo tempo. Abbiamo la sensazione che questo passaggio di riflessione sia fatto anche nelle nostre famiglie. Oltre alle fatiche e le incertezze del lavoro e della situazione economica, oltre le paure delle relazioni o delle ripartenze scolastiche (e non solo) dei figli, resta quell’intuizione riscoperta durante il periodo acuto del Covid che certi valori fatti di presenza e dialogo, di amore e di aiuto, di fede e di preghiera restano fondamenti essenziali per la vita quotidiana che meritano assoluta priorità. Ci domandiamo se sono tornati ad essere convinzioni acquisite. Ci auguriamo un cammino nuovo, per tutti, pieno di fiducia e speranza.