Siamo arrivati a celebrare la Giornata della Pace che abbiamo preparato con tappe di avvicinamento fatte di preghiera e riflessione, in chiesa e tramite questo foglietto parrocchiale. Abbiamo anche ‘riempito delle scatole’ per fare un pacco dono a persone e famiglie in difficoltà, consapevoli che creare una cultura di solidarietà costruisce veramente la pace nel presente e nel futuro. Ricordo che le scatole preparate verranno raccolte prima o dopo le Messe di sabato 30 e domenica mattina 31. Inoltre ci sarà una piccola celebrazione pomeridiana alle ore 15.30 per la benedizione delle stesse a cui si può presenziare (sarà possibile seguirla anche per YouTube – Parrocchia Villafranca S. Cecilia-). Bravi agli organizzatori e a chi collabora con la propria generosità.

Questa domenica in tutta Italia celebriamo la Giornata della vita. I vescovi italiani hanno scelto questo titolo: ‘Libertà e vita’. Un passaggio del Messaggio dice: “La Giornata per la Vita 2021 vuol essere un’occasione preziosa per sensibilizzare tutti al valore dell’autentica libertà, nella prospettiva di un suo esercizio a servizio della vita: la libertà non è il fine, ma lo “strumento” per raggiungere il bene proprio e degli altri, un bene strettamente interconnesso”. Nelle Messe diremo grazie dei grandi doni della vita e della libertà, sempre da riconoscere, da custodire e da vivere in pienezza. In particolare faremo festa con i genitori dei bambini battezzati l’anno scorso (2020) nella Messa delle 11.00. Tutta la comunità assieme all’equipe battesimale accoglie con gioia questi piccoli generati nella fede nelle acque del Battesimo.

Ci stiamo avvicinando alla Giornata della Pace di domenica 31 gennaio con la preghiera e la riflessione ogni domenica in chiesa e tramite questo foglietto parrocchiale. Ricordiamo inoltre di dare un’occhiata alla pubblicità qui a lato per poter partecipare alla bella iniziativa delle ‘scatole’ da riempire: si raccoglieranno prima o dopo le Messe di sabato 30 e domenica mattina 31; ci sarà una piccola celebrazione pomeridiana alle ore 15.30 per la benedizione delle stesse (sarà possibile seguirla anche per YouTube – Parrocchia Villafranca S. Cecilia-)

Sull’onda lunga dell’entusiasmo della Festa dell’Adesione dell’8 dicembre (Solennità dell’Immacolata) gli educatori dell’Azione Cattolica desiderano donare un segno a tutta la comunità impegnandosi a realizzare il Canto della Chiarastella in una modalità nuova ma, immagino, non meno gradita. La forma sarà moderna, con un mezzo, una stella luminosa, la consegna di un biglietto augurale nella buca della posta, senza entrare nelle case per prudenza. Un dettaglio bello potrebbe essere il fatto di riuscire quest’anno a coprire tutte le vie. Accogliamo con gioia questa bella iniziativa. Di seguito indichiamo le vie e le date (orientativamente tra le 19.00 e le 21.00):

  • LUNEDI’ 14 DICEMBRE: Via Piazzola, Quartiere del Donatore, Via delle Rose, Melloni Giustinian, Pieretto, Busa, Scalona.
  • MARTEDI’ 15: Via Roma, Fogazzaro, Quartiere Nuovo (Zuliani), Vie Gomiero.
  • MERCOLEDI’ 16: Via Caduti dei Lager, Bachelet, don Settimo Levorato, Villaranza, Belle, Zoccole, Balla, Bassa.
  • VENERDI’ 18: Piazza Marconi, Via Vittorio Emanuele, Matteotti, Dante, Vicolo Taliercio, Via Campodoro, Ca’ Molin, Pontefranco.
  • LUNEDI’ 21: Quartiere Anna, Quartiere Fiumi, Via Madonna, Santuario, Kennedy.
  • MARTEDI’ 22: Via Roma, Sacco, San Michele, Cappellaro.
  • MERCOLEDI’ 23: Quartiere Poeti, Viale Rimembranza, Via Verga e recupero vie non raggiunte.

La seconda domenica di Avvento è contraddistinta dall’atteggiamento della conversione, sollecitati da Giovanni Battista. Ci sono tante ‘strade da raddrizzare’ per dirla con il profeta Isaia e facendo nostro l’invito del Precursore di Gesù. In questa settimana cercheremo di rispondere cercando di vivere gesti di conversione al bene. Ci accompagnerà il colore giallo della candela che accenderemo ad ogni celebrazione domenicale. Martedì, 8 dicembre incontreremo anche Maria, con il suo ‘si’ esprime una risposta concreta e generosa. Vorremmo celebrare con Lei questa disponibilità del cuore nella vita, partecipando alla sua e nostra Festa.
 

Questa domenica, assieme all’inizio di un nuovo tempo liturgico, celebriamo anche la Festa del Ringraziamento per i frutti della terra. E’ un occasione per dire grazie per l’abbondanza della terra, segno della generosità e della provvidenza di Dio. Allo stesso tempo diventa un invito per un rispetto sempre più attento verso la creazione che il Signore ci ha messo tra le mani da custodire e da rispettare e non solo da coltivare e sfruttare. Ad ogni Messa festiva, prima della celebrazione, deporremo le nostre ceste di offerta davanti all’altare. Grazie anche per la vostra generosità.

Si completa il nostro cammino riflessivo verso il nuovo anno liturgico che inizia questa domenica 29 novembre 1^ di Avvento che porterà la novità del Messale rinnovato. Anche in questa edizione dei 7 Giorni un approfondimento.
(Parte IV)
Per quanto riguarda il Confiteor (“Confesso…”) durante l’atto penitenziale, si è optato per un linguaggio “inclusivo” e “politicamente corretto”: dove si diceva “Confesso, a Dio onnipotente e a voi fratelli…”, dovremo dire “Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle...“. Il termine “sorelle” viene inserito anche in altre preghiere dove il Celebrante diceva solamente “fratelli”. Come ad esempio nell’invito del Celebrante dopo la presentazione dei doni, dove si dirà: “Pregate fratelli e sorelle, perché il mio e vostro sacrificio sia gradito…”. Così nel ricordo dei defunti: “Ricordati anche dei nostri fratelli e sorelle che si sono addormentati nella speranza della risurrezione”. Un’altra novità importante riguarda l’atto penitenziale. Non è più previsto l’uso dell’italiano “Signore pietà” e “Cristo pietà” ma, anche per l’assemblea, le formule in lingua greca: “Kýrie, eléison” e “Christe, éleison”. Anche l’invito del celebrante al momento della pace cambia leggermente. Non sentiremo più “Scambiatevi un segno di pace” ma “Scambiatevi la pace“.L’invito alla Comunione cambia l’ordine delle frasi: non più “Beati gli invitati… Ecco l’Agnello di Dio…” ma “Ecco l’Agnello di Dio… Beati gli invitati…“, per fedeltà al testo latino. Queste sono le novità più interessanti e facilmente riscontrabili che i fedeli troveranno nelle celebrazioni eucaristiche dal momento in cui verrà adottato il nuovo Messale Romano. Ulteriori piccole modifiche si trovano in altre Preghiere eucaristiche, prefazi e orazioni, ma è normale pensare che solo i fedeli più attenti e formati riusciranno ad accorgersene.
Nella presentazione al nuovo Messale i vescovi italiani invitano i pastori a studiare attentamente il testo per imparare “l’arte di evangelizzare e di celebrare” e richiamano ogni presbitero alla responsabilità e alla fedeltà al testo liturgico appena pubblicato affinché non ci si affranchi dall’autorità e dalla comunione con la Chiesa. Il principio della fedeltà «che si traduce in un vivo senso dell’obbedienza, impegna ciascun ministro a non togliere o aggiungere alcunché di propria iniziativa in materia liturgica». Difatti «la superficiale propensione a costruirsi una liturgia a propria misura, ignorando le norme liturgiche, non solo pregiudica la verità della celebrazione ma arreca una ferita alla comunione ecclesiale».

Continua il nostro cammino verso il nuovo anno liturgico (29 novembre) con la 1^ domenica di Avvento che porterà la novità del Messale rinnovato. Anche in questa edizione dei 7 Giorni un approfondimento.
(Parte III)
Il nuovo Messale Romano mantiene sostanzialmente invariata la struttura della precedente edizione. Tra le varie indicazioni troviamo la possibilità di pregare il Padre Nostro con le braccia allargate e il divieto di utilizzare musica registrata e di inserire avvisi e preghiere devozionali dopo la Comunione. Nessuna modifica è stata apportata nelle parti recitate dall’assemblea tranne che nel Gloria, nel Padre Nostro e nel “Confesso”, dove sono stati modificati alcuni vocaboli.
IL GLORIA E IL PADRE NOSTRO
Le novità più significative che si trovano nella terza edizione del Messale Romano e che riguardano più da vicino l’assemblea si trovano nel testo dell’Inno del Gloria e nella Preghiera del Signore, il Padre Nostro. Nel Gloria il nuovo testo prevede le parole “E pace in terra agli uomini, amati dal Signore” al posto di “E pace in terra agli uomini di buona volontà” (in latino “et in terra pax homínibus bonae voluntátis“). Anche se il latino parla chiaramente di “buona volontà” (bonae voluntátis) il cambio è dovuto a una migliore traduzione del testo originale greco (come già effettuato dalla nuova traduzione della Bibbia CEI del 2008) . Difatti la formula del Gloria è ripresa dal Vangelo di Luca scritto originalmente in greco (Lc 2,14, il canto degli angeli dopo la nascita di Gesù). In questo modo si va alla fonte e non ci si limita a tradurre alla lettera la versione latina.
È invece oramai nota, dopo tante discussioni, la nuova traduzione della frase latina “et ne nos indúcas in tentatiónem” alla fine della preghiera del Padre Nostro. Non diremo più “Non ci indurre in tentazione” ma “Non abbandonarci alla tentazione“. Questa è la traduzione che la CEI ha approvato con la traduzione della Bibbia del 2008. Dopo lunghi dibattiti e discussioni, i vescovi hanno finalmente approvato questa soluzione introducendola nella liturgia eucaristica. Non si tratta di una traduzione letterale del testo greco (che indica “portare verso” e quindi “indurre”) bensì di una forzatura motivata da esigenze pastorali e teologiche. Per dirla con parole di papa Francesco, “dobbiamo escludere che sia Dio il protagonista delle tentazioni che incombono sul cammino dell’uomo”. Nel testo del Padre Nostro c’è un’altra modifica, questa volta dovuta ad una corretta traduzione della versione latina: l’aggiunta della congiunzione “anche” nella frase “Come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori” (così anche la versione spagnola e quella francese).

Questa domenica, 22 novembre, per noi di Villafranca non è solo la conclusione dell’anno liturgico con la Solennità di Cristo Re ma anche la nostra Festa patronale sotto il titolo di Santa Cecilia che vorremmo vivere con una certa solennità nonostante il periodo congiunturale non così favorevole. Il fatto che cada di domenica aiuta sicuramente a vivere questo momento in modo più comunitario nel quale metteremo insieme riconoscenza e richiesta d’intercessione: affideremo ancora una volta la parrocchia alla nostra patrona a lei dedicata. Pubblichiamo la preghiera che verrà letta in tutte le S. Messe in questo fine settimana perché possa essere pregata anche personalmente e in famiglia:
O Santa Cecilia, che hai cantato con la tua vita e il tuo martirio, le lodi del Signore e sei venerata nella Chiesa quale patrona della musica e del canto, aiutaci a testimoniare, con la nostra voce e con le nostre opere, quella gioia del cuore che viene dal fare sempre la volontà di Dio e dal vivere con coerenza il nostro ideale cristiano. Amen.
 

Quasi senza accorgercene con la Festa Solenne di Cristo Re dell’Universo stiamo concludendo l’anno liturgico che ha accompagnato un tempo di particolare fatica umana e sociale, ma anche cristiana ed ecclesiale. In realtà, a motivo del Corona Virus, ci troviamo ancora dentro una situazione che vorremmo superare presto, ma allo stesso tempo da cui vorremmo imparare cose nuove: atteggiamenti di maggiore vicinanza, capacità di aiuto e comprensione reciproca, riscoperta della spiritualità e della forza della preghiera, nuovi stili di solidarietà e di chiesa fraterna. La preghiera del Rosario in questo triduo in Santuario, rivolto a Maria Madonna della Salute e Madre delle Grazie ci ha stimolati e incoraggiati a continuare a chiedere aiuto al Signore per interpretare con fiducia cristiana il momento presente e il nuovo anno liturgico che si apre con il tempo forte dell’Avvento in vista del Natale di Gesù. Viviamo nella speranza l’attesa del Signore che promette ancora di venire per abitare tra noi!

Continua il nostro cammino verso il nuovo anno liturgico (29 novembre con la 1^ domenica di Avvento che porterà la novità del Messale rinnovato. Anche in questa edizione dei 7 Giorni un approfondimento.
(Parte II)
Un Messale per tutti. Il Messale è un libro per tutta l’assemblea celebrante. Chi lo prende in mano e ne sfoglia le pagine durante la celebrazione dell’Eucaristia è colui che la presiede (il vescovo o il presbitero presidente). Ma chi mette in atto lo “spartito” in esso contenuto è tutta l’assemblea, che riconosce nei testi e nei gesti proposti dal Messale una via sicura per abbeverarsi alla sorgente della fede.
Papa Francesco, nella sua prima enciclica, affermava: «La fede ha bisogno di un ambito in cui si possa testimoniare e comunicare (…). Per trasmettere tale pienezza esiste un mezzo speciale, che mette in gioco tutta la persona, corpo e spirito, interiorità e relazioni. Questo mezzo sono i sacramenti, celebrati nella liturgia della Chiesa» (Lumen Fidei, 40). L’uscita del nuovo Messale Romano in lingua italiana (3ª edizione), in questo senso è una sfida per le nostre comunità. Infatti i sacramenti, e in particolar modo l’eucaristia, sono «l’abito della fede».
L’uscita del nuovo Messale è un’opportunità per riscoprire questo dato fondamentale, è una preziosa occasione anche per riprendere in mano alcuni aspetti “non nuovi” della riforma conciliare ai quali forse finora non abbiamo dato la dovuta considerazione. Si tratta di accogliere il nuovo libro liturgico come uno stimolo per le nostre comunità a interrogarsi sul nostro modo di celebrare: il Messale, anche quello precedente, offre non solo norme e testi liturgici ma il modello di Chiesa, di comunità consegnatoci dal Vaticano II. È a partire da questo modello di Chiesa che possiamo imparare a celebrare e, nello stesso tempo, è dalla celebrazione che emerge il volto genuino della Chiesa (cf. SC 2).
Cristo e la Chiesa soggetti del celebrare. La liturgia come partecipazione attiva è un concetto dogmatico che cambia completamente il profilo ecclesiale: quando si celebra l’Eucaristia, non c’è un solo ministro, ma ce n’è più di uno; tutti viviamo un coinvolgimento comune. Il Nuovo Messale restituisce la Comunione come rito della Messa, come momento di incontro di Cristo con la Chiesa: in effetti, se ci pensiamo bene, stare in comunione significa anche stare vicino. Perché tutta l’assemblea possa abbeverarsi alla sorgente eucaristica, è necessario che alcuni si pongano al servizio di tutti per predisporre il rito della Messa, in modo da rendere possibile una partecipazione corale. La presenza nelle nostre comunità di un “gruppo liturgico” è un aiuto importante perché l’Eucaristia domenicale possa costituire un vero luogo di comunione, nel quale attivare tutti i linguaggi e tutti i ministeri necessari alla manifestazione del Mistero di Cristo e della Chiesa.

Dialogando tra sacerdoti abbiamo visto opportuno dare un segno forte di fronte alla situazione di pandemia che ancora preoccupa e condiziona profondamente le persone e le famiglie: lavoro, scuola, relazioni, amicizie, sport, ma anche percorsi catechistici e formativi. Pensavamo di affidare questo difficile momento alla Madonna delle Grazie in prossimità del giorno della Madonna della Salute. Concretamente vi invitiamo nel nostro Santuario a pregare il Santo Rosario giovedì 19, venerdì 20 e sabato 21 novembre alle ore 15.30. La proposta è aperta a tutti.