Il Natale è il mistero dell’Incarnazione e l’annuncio della nostra salvezza. Si realizza la profezia dell’«Emmanuele Dio con noi». Il Natale di Gesù è la festa della fiducia e della speranza, che supera l’incertezza e il pessimismo. E la ragione della nostra speranza è questa: Dio è con noi e Dio si fida ancora di noi! Allora diventiamo non più spettatori, ma protagonisti.
Il presepe di quest’anno siamo noi, comunità di Villafranca.
Alla porta troviamo la Stella. Entriamo nel mistero del Natale che vuol dire riconoscere il Cristo nei fratelli, nelle famiglie in difficoltà, in chi è senza lavoro, in chi è anziano e solo, in chi è ammalato, in chi è straniero.
All’interno troviamo sulla destra la famiglia cristiana in cammino verso il Bambino Gesù. Attraverso la famiglia cristiana la Chiesa vive e compie la missione affidatale da Cristo, perciò non solo ricevono l’amore di Cristo diventando comunità salvata, ma sono anche chiamati a trasmettere ai fratelli il medesimo amore di Cristo, diventando così comunità salvante.
Alla destra troviamo i pastori, i dimenticati, gli impuri, i deboli, i rifiutati dalla società. Per loro è nato il Salvatore, che li ha amati e resi liberi. I pastori hanno sperimentato l’amore immediato e, divenuti missionari, se ne vanno glorificando e lodando Dio.
Presso l’altare di Sant’Antonio, sulla destra, troviamo un giovane che sostiene un anziano e lo accompagna verso il Bambino Gesù. L’amore si esprime anche attraverso l’attenzione premurosa verso gli anziani. Chi si trova in una situazione di sofferenza non ha solo bisogno di cure per il corpo, ma chiede soprattutto di essere trattato con amore.
In una società che diventa sempre più vecchia, gli anziani non sono un peso ma possono essere una risorsa per la famiglia. Ed infine, sull’altare, Giuseppe, Maria il Bambino Gesù … una famiglia.
Dio poteva scegliere tra mille modi spettacolari per apparire tra noi, ma fin dall’inizio ha condiviso interamente la nostra vita: è nato da una mamma e da un papà. All’improvviso, nell’incertezza, nelle difficoltà. Sicuramente nella speranza e nella gioia che un bambino e la Parola del Signore portano con sé.
Ora anche noi siamo chiamati a vivere la stessa cosa: nelle nostre famiglie, con le nostre insicurezze, preoccupazioni, accogliere la Parola del Signore e un bambino che arriva.
La speranza e la gioia hanno il sopravvento.
Questo bambino in arrivo diventerà e sarà per sempre “il Dio con noi“, se sapremo aprirgli il nostro cuore e dirgli un SI generoso come fece Maria.