L' animazione della comunità al senso della carità è uno dei compiti più importanti affidati alle Caritas parrocchiali e agli operatori dei Centri di Ascolto Vicariali. Nel momento delicato che stiamo vivendo, anche a causa delle conseguenze della pandemia, il tempo dell’Avvento torna a presentarci una grande opportunità per svolgere questo importante compito. Tutti in questo frangente ci sentiamo più fragili ed esposti, tutti abbiamo fatto l’esperienza della vulnerabilità, tutti siamo più sensibili alle tante forme di povertà sia materiali che relazionali. Questo tempo ci ha insegnato che possiamo salvarci solo insieme e che è necessario alzare lo sguardo e camminare «verso un “noi” sempre più grande». E qui lo sguardo si fa misericordioso in modo particolare per chi attraversa o vive situazioni di fragilità ed emarginazione. Pensiamo agli anziani di fronte al dramma della solitudine, alle famiglie spezzate, ai ragazzi esclusi dall’educazione per mancanza di mezzi economici o di riferimenti educativi validi, alle famiglie in cui si vive il dramma della mancanza del lavoro, alle persone immigrate o rifugiate che stentano ad inserirsi nella nostra società per la mancanza di un reddito sufficiente o di relazioni informali di supporto calde e fraterne, alle persone intrappolate nelle maglie delle dipendenze.
La carità è il modo di amare di Dio, gratuito, disinteressato, senza misura; è la passione per l’umano, l’amore per l’altro, l’interesse per ognuno, il desiderio di conoscere chi incontriamo, al di là di ogni chiusura individualistica, impaurita o indifferente che sia. Tutto questo è un modo per la costruzione del “noi”.
Verso un “noi” sempre più grande. Declinare l’Avvento con questo slogan significa orientare ogni aspetto della vita comunitaria, familiare e personale per allargare il senso del “noi”, di sentirsi cioè parte e responsabili di una fraternità che dal micro al macro tende a includere tutti. Tale cammino è acceso dalla venuta stessa del Signore che giungendo radunerà tutti i dispersi, tutti i popoli alla sua presenza: la radice di Iesse sarà un vessillo per i popoli. Le nazioni la cercheranno con ansia”(Is 11,10). E l’umanità tutta realizzerà il sogno di diventare la sua famiglia, una fraternità universale.