Non vogliamo entrare nella polemica terminologica che è sorta in questi giorni riguardo la parola ‘Natale’ nella nostra vecchia Europa, ormai incerta nella sua identità fra radici cristiane dimenticate (che linfa vitale ci resta?) e un laicismo strisciante che sbandiera tolleranza verso il pensiero altro a tal punto di aver pudore di esprimersi con termini che fanno parte della nostra cultura e della nostra storia, Natale appunto. Noi non ci perdiamo in dibattiti ma semplicemente, in questi giorni, vogliamo vivere il Natale. Dipenderà ovviamente da ognuno di noi e dalle scelte che faremo in famiglia ma possiamo aiutarci anche con altri stimoli. Per esempio compiendo un gesto di carità che si fa sostegno concreto verso famiglie in difficoltà. Le ceste che troveremo entrando nelle nostre chiese saranno un segno, un invito, un incoraggiamento ad alzare lo sguardo, ad aprire gli occhi e mettere in azione il cuore. Quest’anno inoltre vorremmo rivolgere lo sguardo con più attenzione verso il presepio. Letteralmente vuol dire mangiatoia, luogo dove ci si alimenta per dare forza alla vita. Sottolineatura che si concilia molto bene con l’etimologia ebraica di Betlemme: ‘casa del pane’. Tutto converge per farci intuire che in Gesù troviamo veramente il pane della vita, la sua presenza che viene, riempie e alimenta la nostra esistenza umana. Saremo invitati a compiere un gesto: preparare il presepio a casa nostra (in parrocchia lo faremo in più luoghi: chiesa, santuario, via crucis, patronato, scuola dell’infanzia) o almeno un angolo bello dove porre la Natività (Gesù, Giuseppe e Maria). Già lo anticipiamo: domenica 19 dicembre in tutte le Messe ci sarà un momento di benedizione di Gesù bambino. Saremo invitati a portarlo in chiesa e alla conclusione della celebrazione benediremo le immagini che poi deporremo nel nostro presepio di casa. Ciò che compiremo non sarà semplicemente un gesto di tradizione o di devozione, piuttosto daremo un profondo significato spirituale. Esprimeremo il desiderio che il Signore Gesù abiti sempre più nel presepio del nostro cuore, nei gesti della nostra vita, nelle fede delle nostre scelte. Il riferimento luminoso al centro dell’Avvento resta ancora Maria con il suo sì di accoglienza e di disponibilità. La incontreremo a metà settimana per stare un po’ con lei e condividere confidenzialmente fatiche e propositi, sofferenze e impegni, ma soprattutto passi di fede, di speranza, di carità, che parlino concretamente del vero Natale, al di là delle polemiche delle parole