Il tempo di Avvento e Natale vede la Chiesa andare incontro al Signore che viene: egli è la “carità” del Padre, la tenerezza che egli dona all’umanità rendendola capace di allargare i confini del cuore all’amore più autentico, “verso un “noi” sempre più grande”, come ha scritto papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato di quest’anno. Vivere l’Avvento e il Natale, significa allora celebrare la carità di Dio che viene in mezzo a noi, accogliendola nell’ascolto che si fa oggi testimonianza e apertura sincera verso tutti: “il tempo presente… ci mostra che il noi voluto da Dio è rotto e frammentato, ferito e sfigurato. E questo si verifica specialmente nei momenti di maggiore crisi, come ora per la pandemia”. Vivere la fede in modo universale, crediamo possa esprimersi nei peridi forti dell’Avvento e del Natale del nuovo anno liturgico, celebrando con cura e gioia il Signore nella Liturgia domenicale, coltivando la preghiera quotidiana in famiglia, aprendo il cuore alle povertà del territorio e partecipando agli “spazi di ascolto”, come luogo concreto di incontro con tutti che ci introduce al cammino sinodale della nostra Diocesi e della Chiesa intera. A tal proposito condividiamo alcune sottolineature che riteniamo possano aiutarci in questo tempo. La parola chiave sarà ACCOGLIENZA che vivremo nella liturgia ma anche nella vita di ogni giorno. Anzitutto vorremmo sperimentare questa ospitalità da parte di Dio e dei fratelli nell’assemblea liturgica (in particolare domenicale), spazio previlegiato di incontro con il Signore e i fratelli e sorelle nella fede. Lo slogan sarà: Accolti per accogliere. Questa attenzione vorremmo farla diventare atteggiamento e stile nella vita concreta con tante scelte di carità da vivere con chi incontriamo ogni giorno, anzitutto in famiglia, compiendo gesti di bontà, condividendo momenti di preghiera (ricordate l’angolo bello che potremmo riattivare in questo tempo per attendere vigilanti l’arrivo del Signore che sempre viene tra noi, anche quando preghiamo). Infine in un tempo in cui tutti ci sentiamo più vulnerabili e fragili, tessere reti di solidarietà ci aiuta a far fronte a tante forme di povertà oggi presenti sia materiali (per esempio l’iniziativa del banco alimentare a cui alcuni ragazzi e genitori della catechesi hanno aderito) che relazionali. Abbiamo imparato dagli ultimi avvenimenti che possiamo salvarci solo insieme. In questo tempo ‘forte’ cercheremo di darci una mano come il Signore fa con noi.