Potremmo presentare i Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana in tanti modi, dal momento che il dono di grazia che si riceve è così eccedente, che non si finisce mai di comprendere e soprattutto da vivere. Ad ogni modo desideriamo parlare della Cresima e dell’Eucaristia proprio in questa prospettiva perché è quella originaria e fondante: i Sacramenti sono doni pasquali del Risorto, sono modi con i quali Lui ci raggiunge nella nostra vita e si manifesta, ci comunica la sua grazia. La Cresima è certamente un’adesione più convinta e personale alla vita cristiana (guarda caso la parola ‘Confermazione’ allude al fatto che chi la riceve conferma il proprio Battesimo) ma soprattutto è il dono dello Spirito di Cristo che con la sua Pasqua vince il male e, con esso, la morte, la cattiveria, l’egoismo, l’odio.
Chi riceve il dono dello Spirito Santo partecipa di questa forza che è come un fuoco che brucia, se si attiva nella nostra vita. E’ un regalo del Signore ma va invocato, chiesto, implorato insistentemente. Per questo suggeriamo ai ragazzi di diventarne amici a tal punto di arrivare a una confidenza quotidiana con Lui, che accompagni i loro passi, le loro scelte, le loro fatiche e i loro progetti. La doppia marcatura per ogni cristiano è garantita non solo dallo Spirito Santo ma da Gesù stesso, risorto dai morti e vivo in mezzo a noi. L’Eucaristia che celebriamo non è più soltanto una commemorazione dell’Ultima Cena e nemmeno solo un ricordo della morte di Gesù in croce per i miei/nostri peccati, bensì è sempre un prendere parte al banchetto del Risorto, come i suoi discepoli dopo gli eventi pasquali. Pure con noi Lui si manifesta, si fa presente, ci parla, scalda il nostro cuore, rinnova un’amicizia che mai meritiamo e che sempre ci dona in modo sorprendente. Questo vorremmo che i nostri ragazzi vivessero ricevendo i Sacramenti della Cresima e della Prima Eucaristia. E’ una storia nuova e importante che inizia per la loro vita cristiana. In realtà continua un dono già ricevuto ma ora si completa in una pienezza traboccante e chiede ‘una corrispondenza d’amorosi sensi’. La fede è una relazione profonda con il Signore che ‘segna’ la nostra vita e la apre all’eternità (che non è solo un futuro dopo la morte, ma un modo di vivere oggi la nostra esistenza). I genitori li accompagneranno in questi passi, assieme ai padrini. Anche la nostra comunità continuerà a pregare per loro perché si innamorino di Gesù e del suo Spirito. La vita diventerà proprio bella!