Da questa settimana, nella nostra riflessione di fondo, ci affidiamo al testo diocesano pensato per questo anno pastorale: “La carità nel tempo della fragilità”. Ci accompagnerà sicuramente in Avvento, almeno fino a Natale, con il suggerimento di iniziative personali, famigliari e comunitarie, per dare ‘corpo’ alle nostre parole di attenzione e di cura verso chi è nella fatica e nel bisogno.

Questo testo trova la sua origine nel tempo della pandemia e delle sue drammatiche conseguenze. Rappresenta una prospettiva pastorale, quasi un orizzonte da intuire e realizzare insieme. In modo trasversale il virus ci ha rivelato la fragilità come segno distintivo della condizione umana che invoca prossimità e vicinanza: la carità, dono del Signore. Questa prospettiva, che segnerà l’anno pastorale 2020-2021, mette in evidenza il volto dell’intera comunità cristiana e non vorrebbe primariamente introdurre nuovi compiti e iniziative. Viene suggerita, soprattutto, una modalità, uno stile permanente di essere comunità cristiana, che poi prende forma e si concretizza in alcune scelte e proposte. Il coinvolgimento dell’intera parrocchia permette di non pensarci per “settori” separati l’uno dall’altro e per “delega”, affidando le responsabilità di tutti i battezzati solo ad alcuni. Tale orizzonte pastorale, che riprende alcune indicazioni contenute nel testo Le comunità cristiane del Risorto, ha bisogno della creatività e generosità sia di pensieri che di prassi di ogni battezzato. In tutte le parrocchie c’è un tesoro di motivazioni e di spiritualità, un potenziale di intelligenza e di disponibilità fattiva da “trafficare” per sviluppare strade inedite e inimmaginabili. Un compito particolare assumono, ancora di più in questo momento, gli Organismi di comunione, chiamati a curare un’ampia comunicazione e la traduzione in loco di queste proposte, investendo in fiducia e nella partecipazione di molti. Di fatto ciascuno di noi può ricevere e ognuno può dare; ognuno può trovarsi nel bisogno e ognuno può offrire le proprie risorse. «È divino non soltanto amare dando agli altri, ma è divino avere la capacità di ricevere dall’altro». «Nessuno è così povero da non aver niente da dare e nessuno è così ricco da non aver niente da ricevere».