Il tempo di Pasqua è un momento entusiasmante per tutta la Chiesa. Festeggiamo la resurrezione di Gesù mentre leggiamo nelle Scritture la storia delle prime comunità cristiane: gruppi di donne e uomini generosi e radicali, capaci di annunciare la Buona notizia e costruire relazioni fraterne con tutti. «Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo» (Atti degli Apostoli 2, 46-47).

Quest’anno il tempo di Pasqua giunge durante settimane surreali e faticose che ci fanno vivere tra mille domande. Siamo stati costretti improvvisamente a cambiare le nostre abitudini, mentre alcune attività fondamentali (lavoro, studio, relazioni, hobby) sono momentaneamente in pausa.

Sentiamo il desiderio di affrontare questo momento storico con lo stesso spirito delle prime comunità cristiane. I primi discepoli erano chiamati a vivere la fedeltà a una parola e a una testimonianza rivoluzionarie, anche se il Signore non era più fisicamente tra loro. Sentiamo il bisogno di dirci che anche per noi, in modo del tutto originale, questi giorni sono un tempo della fedeltà.

E’ il tempo della fedeltà al Signore, attraverso la cura della vita spirituale. In queste settimane abbiamo molte proposte di preghiera e riflessione: scegliamo come singoli o come famiglia, quella che più ci sembra adeguata, e viviamola come un piccolo compito fatto di costanza e di fedeltà.

E’ il tempo della fedeltà alla vita, che sembra essere messa in pausa dalla pandemia. Ma non possiamo rimanere fermi, ciascuno nel proprio ambito. Chi ha la possibilità di continuare a lavorare senta la responsabilità di accompagnare il Paese verso il futuro, attraverso il suo impegno quotidiano. Tutti possiamo provare a mettere ordine nelle nostre giornate e magari a coltivare quelle dimensioni o aspetti per i quali non abbiamo mai il tempo.

E’ il tempo della fedeltà ai fratelli, con cui condividiamo questo tempo. Possiamo trovare occasioni concrete per renderci utili nelle nostre comunità, attraverso iniziative di solidarietà. Possiamo farci compagni di strada con chi soffre o è provato dalla solitudine.

Buoni passi e buon incontro con il Signore Risorto.

(Adattamento da un testo dell’AC)