Carissimi parrocchiani, come sapete dalle notizie quotidiane, la situazione che stiamo vivendo sta creando sempre più problemi e chiede a tutti un atteggiamento adeguat che va dalla responsabilità personale fatta di prudenza e attenzione ("io sto a casa") alla fiducia che nel Signore e il suo aiuto possiamo affrontare con forza e senza psicosi anche questa grande prova. Sentiamo che la preghiera personale o in famiglia non è una formalità devozionale ma si impasta con la nostra vita e le difficoltà che stiamo vivendo. Vogliamo cogliere questo tempo come un'occasione per rinsaldare valori e atteggiamenti che non passano mai di moda, ma che nella nostra società, siamo sinceri, si rischia di lasciare in penombra. Come vedete anche a livello parrocchiale tutte le attività catechistiche e formative sono bloccate (le date dei Sacramenti non si possono definire con certezza vista l'evoluzione dell'epidemia ma ormai la prospettiva si apre a tempi futuri non immediati), così pure la preparazione della Santa Pasqua è compromessa e probabilmente non sarà nemmeno possibile celebrarla nella modalità consueta che conosciamo. Questo infonde in noi tanta tristezza, ma allo stesso tempo vogliamo rafforzare la nostra fede nel Signore e chiedere la grazia di vivere bene anche questi tempi difficili, magari aiutandoci con una chiamata telefonica o qualche messaggio che la tecnologia oggi permette. Continuiamo a sostenerci con una preghiera incessante in questi giorni calamitosi che ci stanno tutti preoccupando ma che vogliamo, allo stesso tempo, vivere con fede e forza d'animo, perchè il Signore è con noi. E' encomiabile ed erocio ciò che molti stanno facendo per gli altri (medici, infermieri, volontari, ecc.), perfino arrivando a pagare con la vita (è vangelo pasquale alla stregua del dono della vita che ha fato Gesù per noi). Questo ci fa riflettere molto e dovrebbe spronarci a una profonda conversione personale, famigliare, comunitaria, ecclesiale e sociale passando da atteggiamenti di egoismo, indifferenza e conflitto a uno stile di solidarietà e fraternità che ci dovrebbe accomunare tutti. La Pasqua di Gesù. a cui ci stiamo avvicinando, mira anche a questo. Stiamo attendendo inoltre precise indicazioni del vescovo per poter vivere nel modo migliore i giorni della Settimana Santa e la Pasqua annuale, sicuramente in modo inedito, ma non per questo meno vero e sincero e speriamo con frutto. Continuiamo a sostenerci gli uni agli altri, anche con gesti concreti. Farà bene a chi riceve ma anche a chi dà.
Buona Domenica!
"Distanti ma vicini", vi saluto e vi benedico.
Don Giuseppe