C‘è una forma di preghiera che ci stimola particolarmente a spenderci nell’evangelizzazione e ci motiva a cercare il bene degli altri: è l’intercessione.
Osserviamo per un momento l’interiorità di un grande evangelizzatore come San Paolo, per cogliere come era la sua preghiera.
Tale preghiera era ricolma di persone: «Sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia […] perché vi porto nel cuore».
Così scopriamo che intercedere non ci separa dalla vera contemplazione, perché la contemplazione che lascia fuori gli altri è un inganno.
Questo atteggiamento si trasforma anche in un ringraziamento a Dio per gli altri: «Anzitutto rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo riguardo a tutti voi».
Si tratta di un ringraziamento costante: «Rendo grazie continuamente al mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù»; «Rendo grazie al mio Dio ogni volta che mi ricordo di voi».
Non è uno sguardo incredulo, negativo e senza speranza, ma uno sguardo spirituale, di profonda fede, che riconosce quello che Dio stesso opera in loro.
Al tempo stesso, è la gratitudine che sgorga da un cuore veramente attento agli altri.
In tale maniera, quando un evangelizzatore riemerge dalla preghiera, il suo cuore è diventato più generoso, si è liberato della coscienza isolata ed è desideroso di compiere il bene e di condividere la vita con gli altri.
I grandi uomini e donne di Dio sono stati grandi intercessori.
L’intercessione è come “lievito” nel seno della Trinità.
È un addentrarci nel Padre e scoprire nuove dimensioni che illuminano le situazioni concrete e le cambiano.
Possiamo dire che il cuore di Dio si commuove per l’intercessione, ma in realtà Egli sempre ci anticipa, e quello che possiamo fare con la nostra intercessione è che la sua potenza, il suo amore e la sua lealtà si manifestino con maggiore chiarezza nel popolo.
Con lo Spirito Santo, in mezzo al popolo sta sempre Maria. Lei radunava i discepoli per invocarlo, e così ha reso possibile l’esplosione missionaria che avvenne a Pentecoste.
Lei è la Madre della Chiesa evangelizzatrice e senza di lei non possiamo comprendere pienamente lo spirito della nuova evangelizzazione.