Abramo dialoga con Dio, esprimendo la confidenza e l’amicizia che ha con Lui. E’ bello vedere come Abramo non tiene per sé questa amicizia, ma la condivide con gli altri, mostrando così la sua passione per l’umanità e diventando benedizione per tutti. Il nostro padre nella fede ci insegna l’atteggiamento della INTERCESSIONE, l’atteggiamento di chi si ‘mette in mezzo’, si lascia coinvolgere, per prendersi cura dell’altro, iniziando a pregare per lui e per aprire nuove strade di vita, di dignità, di libertà per tutti. Vorremmo dire come Francesco d’Assisi: Signore, fai di me uno strumento della tua pace. Segnaliamo due possibilità comunitarie di preghiera e di intercessione, senza togliere niente a iniziative personali o in famiglia: Mercoledì alle ore 21.00 in Santuario una Via Crucis e l’adorazione per la conclusione per ogni tipo di conflitto; inoltre la proposta della preghiera mariana venerdì 25 marzo, solennità dell’Annunciazione, alle ore 20.30, sempre in Santuario.

Per chi desidera aiutare i profughi che sono in fuga dalla guerra in Ucraina, principalmente donne e bambini, prosegue la Raccolta umanitaria organizzata a livello comunale con la collaborazione di tutte le associazioni presenti nel territorio. Per ulteriori dettagli si veda la locandina presente sia nei canali social dell’amministrazione che in chiesa. Il centro di raccolta è attivo venerdì e sabato, mattina e pomeriggio, presso le ex scuole elementari di Taggì di Sotto. Anche la Caritas diocesana si è mobilitata (in collaborazione diretta con la Caritas in Ucraina) e afferma che un canale molto efficace sono donazioni in denaro attraverso le quali portare avanti progetti mirati.
Chi desidera può contribuire all’emergenza con donazioni attraverso i canali della Caritas diocesana:
1. bonifico bancario (intestato a Caritas – Diocesi di Padova) presso: Banca Etica filiale di Padova IBAN: IT58 H050 1812 1010 00011004 009, causale: EMERGENZA UCRAINA.
2. Bollettino postale sul conto n° 102 923 57 (intestato a Caritas diocesana di Padova), causale: EMERGENZA UCRAINA.
3. Per usufruire della detrazione si può fare la donazione all’associazione Adam Onlus tramite bonifico presso Banca Intesa San Paolo IBAN: IT 23 O030 6912 1691 0000 0002 280. Nella causale si inserisca:
donazione liberale per accoglienza ragazzi in Seminario da parte di (Nome Cognome + codice fiscale).
Infine se qualche famiglia fosse disposta ad accogliere qualche profugo, nel caso venga richiesta la necessità, me lo segnali. Grazie

La Quaresima di fraternità 2022 accoglie come filo conduttore l’icona biblica del Sinodo diocesano: la chiamata di Abramo, padre dei credenti. La promessa di Dio ad Abramo è bella ed affidabile: «Farò di te un grande popolo… diventerai una benedizione». Anche noi possiamo diventare benedizione facendo del bene. Concretamente possiamo collaborare con le missioni diocesane attraverso la cassettina che è stata distribuita il giorno delle Ceneri e ai ragazzi della catechesi (se qualcuno la volesse se ne possono trovare in fondo alla chiesa). Abbiamo scelto di sostenere due progetti: La formazione dei catechisti in Amazzonia (Brasile) dove operano i nostri missionari padovani e un sostegno ai bisogni essenziali dei campi profughi birmani in Myanmar.

Signore, sorgente della giustizia e principio della concordia, apri il cuore degli uomini al dialogo e sostieni l’impegno degli operatori di pace, perché sul ricorso alle armi prevalga il negoziato, sull’incomprensione l’intesa, sull’offesa il perdono, sull’odio l’amore. Dio dei nostri Padri, Signore della pace e della vita, Padre di tutti.

Tu condanni le guerre e abbatti l’orgoglio dei violenti. Ascolta il grido unanime dei tuoi figli,  supplica accorata di tutta l’umanità: mai più la guerra, avventura senza ritorno, mai più la guerra, spirale di lutti e di violenza.
(San Giovanni Paolo II)

In questo periodo penitenziale di conversione e di riconciliazione sentiamo quanto mai necessario continuare a insistere con la nostra preghiera e il nostro sacrificio, con i gesti di carità e di accoglienza: solo così potrà risorgere una nuova umanità secondo il disegno di Dio reso patente dalla Pasqua di Cristo, esperienza dolorosa di morte ma anche esplosione gioiosa di vita. In questa seconda tappa quaresimale Abramo ci guida nei passi verso la Pasqua: è il Signore stesso che ci invita e incoraggia a continuare il cammino perché così è possibile realizzare appieno il suo progetto di bene attraverso la nostra ubbidiente disponibilità, diventerà esperienza di salvezza e di pienezza, di bellezza e di gioia, di trasfigurazione della nostra vita. Il verbo che ci accompagna è COMPLETA. E’ un invito ciascuno a fare la propria parte, con qualche gesto concreto, dove manca ancora qualcosa. Ci ricordiamo due appuntamenti comunitari, oltre a quelli personali o famigliari che possiamo sempre inventare: Mercoledì prossimo alle ore 21.00 torneremo in Santuario a pregare esplicitamente per la conclusione per ogni tipo di conflitto affidandoci al Signore attraverso la mediazione materna di Maria; inoltre che continuiamo a proporre la Via Crucis il Venerdì alle ore 15.30.

CAMMINO SINODALE
Continuiamo a tenere aperto il nostro spazio di dialogo nel Foglietto 7 Giorni. Diamo l’opportunità di condividere con tutti quanto è emerso negli incontri realizzati nei 4 gruppi sinodali da novembre a gennaio. Punti di partenza per una riflessione e magari anche per qualche decisione ecclesiale importante. Stiamo anche individuando i potenziali rappresentanti parrocchiali all’Assemblea Sinodale diocesana. Di seguito i ‘germogli’ individuati nei vari ambiti.

GERMOGLI (aspetti positivi, elementi generativi che aprono ad un sogno, che infondono fiducia)

In che cosa dovrebbe cambiare la Chiesa?
- Per i giovani ci vorrebbe una liturgia più “allegra”, più partecipata da laici attori e non solo spettatori;
- meno “strutture” e più “relazioni” personali significative;
- che parli ai cuori, accogliere le diversità, non giudicante;
- presente nei luoghi della sofferenza;
- attenta al mondo del lavoro, della disoccupazione, dell’economia, della legalità, agli stranieri, a chi vive situazioni di marginalità e disagio;
- la pastorale parrocchiale dovrebbe essere più rivolta a chi è lontano, una chiesa più missionaria;
- una chiesa più povera, meno legata alle attività burocratiche ma protesa verso una nuova spiritualità, attenta alle famiglie e ai giovani, dove il Pastore deve occuparsi dello spirito, non della gestione economica.

Nella società
- Positivo atteggiamento dei giovani verso il pianeta per correggere gli errori compiuti in nome di meri interessi economici;
- consapevolezza dei limiti della ricchezza che da sola non crea la felicità;
- consapevolezza (soprattutto under 30) di potenzialità del digitale e reale capacità di fare rete.

Come sognate la chiesa
- Più vicina alle persone con atteggiamento missionario: in uscita dai luoghi di culto abituali per incontrare le persone nelle case, nelle piazze, nelle strade;
- umile, che dia più spazio alle donne (meno maschilista), che rivaluti la figura delle suore e che abbia uno stile più francescano;
- Chiesa meno manageriale che metta al centro le persone e le aiuti spiritualmente nelle loro fragilità;
- Chiesa che viva i cambiamenti in tempo reale, mantenendosi al passo in termini di comunicazione (uso dei social, linguaggio comprensibile...) e accoglienza dei nuovi stili di vita;
- che accoglie sempre e comunque: i poveri, i disagiati, i conviventi, risposati, omosessuali, famiglie arcobaleno;
- una rete di parrocchie con alto grado di interazione e scambio di iniziative;
- disposta a delegare per poter permettere ai consacrati di svolgere il loro ministero e non di fare i contabili.

Abbiamo iniziato con segni forti il tempo che ci prepara alla Pasqua: il gesto penitenziale delle ceneri che invita all’umiltà ma che esprime pure una possibile fecondità nella nostra vita. Il gettare la cenere sulla terra favorisce fertilità, nuova e rigogliosa vita. Come del resto, fino a qualche tempo fa, i panni venivano lavati anche con la cenere, per rendere pulito e nuovo il tessuto che si era sporcato. La cenere un segno allora non che mortifica ma che promuove e da speranza. Il ritrovarci inoltre a pregare giovedì scorso in tanti per la pace ha dato animo a chi sente una missione di ognuno costruire ponti di pace fra persone e popoli, a partire da noi. Mercoledì prossimo alle ore 21.00 in Santuario torneremo a pregare esplicitamente per la conclusione per ogni tipo di conflitto affidando al Signore e a Maria le nostre invocazioni. Ricordiamo che continuiamo a proporre pure la Via Crucis il Venerdì alle ore 15.30.

CAMMINO SINODALE
Continuiamo a tenere aperto il nostro spazio di dialogo nel Foglietto 7 Giorni. Diamo l’opportunità di condividere con tutti quanto è emerso negli incontri realizzati nei 4 gruppi sinodali da novembre a gennaio. Punti di partenza per una riflessione e magari anche per qualche decisione ecclesiale importante. Stiamo anche individuando i potenziali rappresentanti parrocchiali all’Assemblea Sinodale diocesana. Di seguito i ‘germogli’ individuati nei vari ambiti.

GERMOGLI (aspetti positivi, elementi generativi che aprono ad un sogno, che infondono fiducia)

Nella vita personale in questo tempo di pandemia
- Periodo utile per rallentare i ritmi e riscoprire la famiglia, la propria persona, i propri cari, senza ansia, un’esperienza di “isola felice, un “freno a mano” rispetto alla routine;
- ha unito molto le persone, è aumentata la solidarietà, si sono “riscoperti” i figli, valorizzate le relazioni, percepita l’utilità di tornare a una vita più umana;
- si è recuperato il significato e il valore del tempo;
- si è riscoperto la preghiera come modo per essere vicini agli altri.

Nella spiritualità:
- un cammino personale difficile e solitario, una ricerca introspettiva con tempi soggettivi
- la crescita interiore che aiuta a vivere il quotidiano;
- per i giovani è ricercata vissuta in modo libero, di tempo e di spazio.

La fede:
- una scelta e non un’imposizione;
- viene alimentata quando la vita ci mette alla prova oppure quando siamo contagiati da persone carismatiche , entusiaste, che incarnano la speranza e la carità;
- vissuta con atteggiamenti semplici e concreti.
- Nei momenti difficili della vita si chiede spesso aiuto nella preghiera, dalla quale si riceve forza e consolazione

In famiglia:
- Quando i figli sono accompagnati o indirizzati alla fede da genitori che danno l’esempio, poi crescendo, diventa una loro personale ricerca;
- nei segni e negli atteggiamenti di carità, di amore e di aiuto nei confronti di famigliari, anziani e disabili.

Nella vita parrocchiale quando:
- è una seconda famiglia;
- è un luogo privilegiato, familiare dove poter essere se stessi, un luogo dove ascoltare ed essere ascoltati con relazioni dense, dialoghi ricchi, accoglienza;
- è apertura alle coppie non sposate per il battesimo dei figli;
- c’è il lavoro di tanti operatori pastorali, in particolare della Caritas;
- è l’incontro con persone “significative”;
- le coppie sono coinvolte nella pastorale famigliare e battesimale;
- i sacerdoti sono significativi, accoglienti, non giudicanti, capaci di relazioni personali gratuite;
- le esperienze di gruppo e di incontro concreto sono tra persone che vivono realtà differenti, anche di fede;
- le persone consolano, sostengono e sono vicine nei momenti di difficoltà;
- c’è l’impegno e la responsabilità di continuare il proprio servizio, in nome di quanto ricevuto malgrado le difficoltà di stare dentro a parrocchia e Chiesa.

Con il gesto penitenziale dell’imposizione delle ceneri iniziamo un tempo nuovo favorevole per la conversione, per il cambiamento del cuore. Visto quello che sta succedendo attorno a noi (guerra in Ucraina e in tatti posti del mondo, anche tanta ingiustizia e povertà) cogliamo l’occasione quaresimale per operare il bene verso tutti, come ci invita San Paolo nella lettera ai Galati (6, 9-10). E’ importante non stancarci di fronte a situazioni e avvenimenti che potrebbero scoraggiare, infatti se non desistiamo, ricorda sempre l’Apostolo, a suo tempo mieteremo. Mercoledì 2 marzo ci daremo appuntamento alle 8.00 in Santuario o alle 15.30 (in specie per i ragazzi) e alle 20.00 in Chiesa parrocchiale per iniziare un nuovo cammino verso la Pasqua. Buoni passi per tutti!

Questa domenica abbiamo la classica busta per il riscaldamento. Il caro bollette sta colpendo un po’ tutti e ci porta da una parte a risparmiare e dall’altra ad aiutarci con più generosità. Grazie già fin d’ora per la vostra collaborazione. Anticipiamo che dovremo, tra l’altro, prendere in mano al riscaldamento del Santuario, ormai obsoleto e inadeguato.

Vogliamo tenere aperto uno spazio di dialogo attraverso il nostro Foglietto 7 Giorni. Diamo l’opportunità di condividere con tutti quanto è emerso negli incontri realizzati nei 4 gruppi sinodali da novembre a gennaio. Punti di partenza per una riflessione e magari anche per qualche decisione ecclesiale importante. Stiamo anche individuando i potenziali rappresentanti parrocchiali all’Assemblea Sinodale diocesana. Di seguito i punti di rottura in vari ambiti.


ELEMENTI DI ROTTURA (fatiche, ostacoli, crisi, situazioni di limite e sofferenza)

Nella spiritualità

- Il “fanatismo” cattolico mette molto a disagio, il “credere” deve essere rispettoso degli altri.

Nella vita parrocchiale

- pochi i momenti di confronto e condivisione a differenza del passato quando le comunità erano più unite e le persone si aiutavano spontaneamente;
- i gruppi, anche numerosi nella nostra realtà, sono frequentemente chiusi, poco accoglienti e poco aperti alle esigenze di chi non ne è strettamente coinvolto;
- per chi ha un ruolo più attivo, la fatica di essere sempre attaccati a schemi, a modalità di lavoro, a numeri;
- nella pastorale parrocchiale sono presenti sempre le stesse persone, sia come partecipanti ai gruppi che come coordinatori;
- non sempre le persone si sentono a proprio agio o accolte nell’ambito parrocchiale: le persone a volte hanno bisogno di essere invitate, incoraggiate ed accettate;
- essere praticanti non è sinonimo di brave persone;
- la parrocchia è vissuta come realtà giudicante in cui spesso prevalgono regole morali e religiose da cui conseguono giudizi e talvolta pregiudizi anche in assenza della conoscenza dei fatti e delle persone;
- le proposte parrocchiali sono avvertite come statiche, talvolta in antitesi rispetto alle esigenze sociali se non addirittura discriminanti;
- per assumere un orientamento missionario, c’è la necessità di circondarsi di persone con mentalità più aperta e più accogliente, disposte ad uscire dalla zona di confort dei gruppi per incontrare la comunità nel quotidiano, favorendo l’avvicinamento e l’integrazione di tutta la comunità;
- attività non conosciute perché non adeguatamente proposte e/o pubblicizzate;
- i giovani si sentono più attratti da persone anticonformiste ed allegre;
- gli operatori pastorali vengono scelti più per necessità che per effettive attitudini o preparazione
- la liturgia ha un linguaggio e una simbologia “estranee” alla vita;
- crisi Unità Pastorali: a forza di sostenere le “unicità” parrocchiali si alimenta il vecchio campanilismo
- non si sentono i sacerdoti vicini come quelli di una volta.

Nella chiesa

- la Chiesa, durante il periodo pandemico così difficile, non ha trovato nuove modalità di vicinanza con le comunità dei fedeli e a volte ci si é sentiti soli ad affrontare quanto succedeva;
- il clericalismo: laici bravi ma considerati “meno” autorevoli dei presbiteri;
- preti che “eseguono” indicazioni dall’altro, autoreferenziali, in difficoltà a lavorare su progetti a lungo termine (ogni anno emergenza a tappare i buchi” x l’IC);
- situazioni ambigue o talora condannabili;
- preti impegnati a “mantenere il controllo” più che “regia” di forze e carismi diversi;
- IC tanta teoria ma in crisi la pratica, troppo “compressi” i tempi dei sacramenti;
- l’IC fa sparire ACR e Gruppi Giovanissimi, non “intercetta” i bisogni delle persone, si vogliono coinvolgere le famiglie senza legittimare le loro diversità;
- la Messa deserta perché prima dovrebbe esserci l’esperienza di condivisione poi il celebrare;
- rigidità rispetto proposte nuove;
- modelli vecchi di pastorale per generazioni nuove, linguaggi, gesti e riti incomprensibili;
- dovrebbero essere integrate le persone nello status di separati e divorziati e rimossi gli aspetti che limitano la condivisione di alcuni sacramenti.

Nella società

- si favorisce il conformismo;
- scarsa empatia, paura, rifiuto di ciò che è diverso, indifferenza ma a tratti anche aggressività e violenza
- mancano esempi fattivi che valgono più delle parole e le risposte al gap sono ricercate su internet e social.

Vogliamo tenere aperto il nostro spazio di dialogo attraverso il nostro Foglietto 7 Giorni. Una quarantina di persone hanno partecipato agli incontri e hanno prodotto del materiale utile pure per noi (già condiviso al Consiglio pastorale del 31 gennaio). Per questo nei prossimi numeri del Foglietto continueremo a fare passi insieme pubblicando ciò che è emerso in questi momenti sinodali di confronto.

Ricordiamo inoltre che abbiamo individuato e votato i potenziali rappresentanti parrocchiali all’Assemblea Sinodale. Verranno contattati per chiedere loro la disponibilità di essere ‘voce’ della nostra comunità nel cammino di discernimento con tutta la diocesi. Continuiamo a invocare lo Spirito Santo perché continui a guidare questi nostri passi ecclesiali.

GRUPPI SINODALI

ELEMENTI DI ROTTURA (fatiche, ostacoli, crisi, situazioni di limite e sofferenza)
Nella vita personale:
- Persone chiuse, diffidenti, suscettibili, sospettose: ci si protegge etichettando ed erigendo muri
- “autosufficienza” personale: non c’è spesso l’esigenza di formarsi, di approfondire la fede andando oltre il nozionismo della catechesi dei ragazzi;
- non si vive l’amore di Cristo e si giudica considerando i limiti umani delle singole persone;
- poco tempo per la famiglia;
- carenza di ascolto;
- i genitori procurano ai figli beni materiali trascurando gli aspetti educativi a fondamento dei valori e l’ascolto dei veri bisogni;.
- troppa influenza dei social e dei cellulari, tutto è virtuale, si perde tempo a discutere di cose che non esistono. I giovani sono i più colpiti e indifesi;
- nelle difficoltà c’è l’illusione di farcela da soli in nome della libertà e dell’autorealizzazione, anche la fede è messa da parte quando ci si “basta”;
- la fede esercitata in maniera “orizzontale”, pensando che sia sufficiente comportarsi bene e non fare del male.

In famiglia:
- Gravi problemi e difficoltà economiche dovute alla mancanza di lavoro;
- i figli dopo la pre-adolescenza non frequentano la parrocchia e non si accostano ai sacramenti;

Nel mondo del lavoro:
- Il mondo del lavoro è coinvolto in meccanismi “perversi”, agli adulti interessa solo “fatturare”;
- ambiente di lavoro percepito come “ostile”;
- i giovani sono schiacciati dentro ad ingranaggi che non si curano di loro, sono gli unici interessati alla questione ambientale;
- insicurezza posto di lavoro continuativo;
- non si parla di Dio, difficile testimoniare con la parola;
- i valori di coerenza, onestà e rispetto, non sono considerati negli ambienti competitivi del lavoro.