In mezzo a loro sarà la mia dimora. Io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo (Ezechiele 37,27)
Sempre il profeta Ezechiele, ci ricorda il patto di Alleanza eterno che il Signore ha stretto con noi, quasi per porre la sua dimora sulla terra e offrire la sua amicizia a tutti i popoli.

Un’immagine viva, con cui da sempre viene disegnata nella Bibbia questa Alleanza è l’amore indistruttibile e fecondo tra l’uomo e la donna, il matrimonio.

Una caratteristica che accomuna le vostre parrocchie consiste nelle molte famiglie giovani che qui trovano casa, abitazione e si inseriscono nel territorio. Vi chiederei di esercitare una particolare cura pastorale per questi iniziali germogli di vita familiare, con tutta la ricchezza e la complessità degli inizi. Le vostre parrocchie siano case accoglienti, disponibili al dialogo e all’incontro, e luoghi dove si saldano relazioni continuative e significative. Il tesoro della fede, infatti, si trasmette solo in un contesto non anonimo e non asettico. I primi passi nel matrimonio e la nascita dei figli sono poi passaggi decisivi, da impastare con il Vangelo, perché possano risplendere in tutta la loro forza e bellezza. In tal senso i percorsi di preparazione al battesimo e quelli post - battesimali, con il contributo decisivo anche delle Scuole dell’Infanzia, sono particolarmente preziosi e da incentivare. Va posta attenzione, chiaramente, a tutte le famiglie, curandone ascolto e dialogo. Vedo positivamente gli itinerari dei gruppi famiglia, attivato nelle vostre parrocchie, lo ritengo una bella occasione per affrontare la sfida e il fascino di essere oggi sposi e genitori nel Signore. Vi chiederei uno sguardo delicato per le famiglie in difficoltà, accompagnando chi è segnato dalla ferita della separazione, avvicinando, in modo rispettoso e sapiente le nuove unioni.

Un’altra caratteristica del vostro territorio è la presenza capillare di comunità religiose femminili. Già nel testo La parrocchia avevamo collegato insieme, al capitolo 7, la vocazione matrimoniale e la vocazione alla vita religiosa. Entrambi sono grandi esercizi di fraternità. L’invocazione che nasce dai religiosi è la convinzione che il Signore da solo dà pienezza al nostro vivere. Il profumo dei consigli evangelici si esprime nella vita comune, scelta come forma stessa dell’esistenza. Vorrei chiedere alle religiose questo grande servizio di mostrarci sempre il Bene più grande, Gesù Cristo, e dall’altra parte di sostenere nell’esemplarità di vita l’esercizio, sempre molto costoso della fraternità. L’essere fratelli e sorelle è quasi un miracolo, che quando avviene qui, in terra, manifesta pienamente il volto del Signore.

Il vescovo Claudio continua a rilevare le priorità a lui care, come ad esempio il mondo delle famiglie e in particolare le giovani coppie e chi fa dei percorsi di preparazione al matrimonio o gruppi famiglie che camminano insieme per una formazione e un accompagnamento impastato di amicizia e di sostegno reciproco.
Incoraggia una effervescenza già presente ed attiva perché non si perda questa ricchezza, anzi cresca con l’attenzione a chi è in maggiori difficoltà per i più svariati motivi.

In questo senso sentiamo importante ridare forza ai vari gruppi famiglie e senso ai percorsi genitori di Iniziazione Cristiana. Si fa accenno anche alla preziosa presenza delle religiose in mezzo a noi, che ci richiamano l’essenziale dimensione della fraternità nella vita cristiana e ancor più l’essenziale riferimento a Cristo, relazione che fondamenta la vita di ogni cristiano battezzato, che va alimentata con la preghiera, l’incontro, l’ascolto, la carità.