Fabbricheranno case e le abiteranno, pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto (Isaia 65,21)
Questo versetto del profeta Isaia ci fa pregustare l’ampia gamma di “promessa” insita in tutto il testo biblico.
Quello che noi occidentali chiamiamo “il senso”, nella Bibbia è promessa: il Signore promette per noi e compie la sua promessa.
La nostra vita si compie allora sempre in avanti, c’è un inedito, un altrove, un oltre che continuamente ci spinge, ci muove, ci rende capaci di desiderio.
La promessa del Signore la sentiamo rivolta allora particolarmente alle nuove generazioni e ai nostri giovani.

In tutte le vostre parrocchie ho trovato molte proposte per i giovanissimi, con la guida costante dei preti e degli educatori.
L’età dell’adolescenza domanda molta attenzione e gratuità, anche perché qui emergono le grandi domande e interrogativi dell’esistenza.
Vi chiederei anche particolare attenzione per i giovani dai 18 anni in avanti, quelli interessati dal Sinodo e dal post Sinodo.
Nelle sintesi dei vostri gruppi sinodali, come pure nella Visita, ho colto alcune indicazioni dei giovani stessi, sulle quali vi chiederei di sperimentarvi:
cammini formativi di qualità, anche non continuativi; persone che sappiano accompagnare; le chiese come oasi di spiritualità; proposte ricentrate sul Signore e il Vangelo e non solo verso occasioni aggregative o di festa.

Incoraggio quindi le parrocchie a inventare e maturare con i giovani stessi, esperienze e occasioni formative e di crescita, investendo anche le migliori risorse
per accompagnarli e sostenerli.

Proprio in questi giorni è uscita anche l’Esortazione apostolica “Christus vivit”, che raccoglie il lungo lavoro del Sinodo della Chiesa mondiale sui giovani.
Affido alle parrocchie e ai giovani le prime avvincenti parole di papa Francesco: «Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo.
Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun giovane cristiano sono: Lui vive e ti vuole vivo!».

Nel cuore della lettera, subito dopo il tema dei ministeri laicali e del ministero ordinato, il vescovo Claudio dedica tutto un paragrafo al mondo giovanile, a lui caro.
L’invito è di continuare a offrire spazi e percorsi formativi per le nuove generazioni, specialmente dai 18 anni in poi (fascia sinodo).
Le proposte in realtà non mancano, si tratta comunque di avere il coraggio di offrire iniziative nuove che possano intercettare le nuove sensibilità e situazioni
in cui vivono i giovani oggi, senza dimenticare la dimensione della spiritualità e della missionarietà.
Quest’anno cercheremo in particolare di rilanciare il gruppo Giovani di Unità Pastorale (dai 19 ai 29 anni) con nuove modalità di percorso.